Poli: «Caso Torre, ho chiesto io la decadenza»
MINUCCIANO. Il sindaco di Minucciano, Nicola Poli, risponde alla richiesta di dimissione avanzata dal gruppo di minoranza dopo la surroga del consigliere Vittorio Torre e spiega quanto successo negli ultimi consigli comunali.
«La possibile esistenza di una situazione di incandidabilità per il consigliere Torre è stata rilevata dall’ufficio amministrativo del Comune solo nel giugno scorso – afferma il sindaco Poli – così ho subito proposto al Consiglio la sospensione della convalida della proclamazione del suddetto consigliere e, il giorno dopo, ho chiesto al segretario comunale di avviare le pratiche previste dalla legge per accertare l’esistenza o meno della suddetta causa e ho immediatamente notiziato la Prefettura di Lucca, con la quale è stato concordato ogni passaggio burocratico. Procedimento che poi abbiamo avviato io come sindaco e la maggioranza appena saputa l’esistenza della causa di incandidabilità. L’abbiamo fatto con grande dispiacere e partecipazione umana, ma con senso di responsabilità, trasparenza e nel pieno rispetto della legge».
Poli sminuisce quindi il ruolo avuto dalla minoranza nella vicenda: «Non hanno avuto alcun merito nella scoperta, anzi quando abbiamo votato per la formale contestazione, Anchesi ha votato contrario e il resto del gruppo si è astenuto, lasciando alla sola maggioranza l’onere di votare la decadenza del proprio collega».
L’incadidabilità di Torre risale ad un fatto del 1995 e giudicato nel 2000: «Peraltro con applicazione della pena su richiesta delle parti (il cosiddetto patteggiamento, ndr.) e immediatamente sospesa, una piccola, vecchissima pendenza che, oggi, per la legge Severino entrata in vigore nel 2012, gli avrebbe consentito di candidarsi tranquillamente alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica, ma non al Consiglio comunale di Minucciano, senza aver prima aver ottenuto la formale riabilitazione».
Il sindaco difende Torre che da anni è personaggio apprezzato dalla comunità: «Si spende gratuitamente per la Parrocchia, per la Misericordia, per l’Istituto Scolastico di Piazza al Serchio, per la filarmonica Puccini. Invece di riconoscere la correttezza del procedimento espletato dal Consiglio ed unirsi nell’espressione di un sentimento di solidarietà al consigliere per un provvedimento necessario ma certamente doloroso, la minoranza ha deciso di cavalcare strumentalmente una vicenda personale, portandola sui giornali e riesumando particolari vecchi di 25 anni – chiude Poli – le mie dimissioni? Credo che dovranno rassegnarsi ed aspettare almeno 4 anni e 8 mesi. Le elezioni sono stati pochi mesi fa e ci è stata data una fortissima legittimazione a continuare a governare, legittimazione che in questi mesi abbiamo sentito ancora più solida».
Anchesi ha comunque richiesto un consiglio comunale straordinario sulla vicenda. —
L.D.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
