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San Vito, la piazza della chiesa intitolata alle “Vittime dell’immigrazione”

San Vito, la piazza della chiesa intitolata alle “Vittime dell’immigrazione”

La proposta della parrocchia, appoggiata da Caritas, associazioni, arcidiocesi e cittadini, è stata accolta dal Comune

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LUCCA. Fino a pochi giorni fa lo spazio adibito a parcheggio davanti alla chiesa nuova di San Vito non aveva un nome. Da martedì scorso la giunta ha deciso di intitolarlo alle “Vittime dell’immigrazione”. Una scelta forte, simbolica, che arriva a seguito di una precisa richiesta della parrocchia guidata da don Piero Ciardella.. A febbraio scorso era stato il consiglio pastorale, all’unanimità, a chiedere l’intitolazione al Comune e a dare il via a una raccolta di firme. A luglio, poi, don Ciardella aveva inviato una richiesta in tal senso al sindaco. Nel frattempo a favore della proposta del consiglio pastorale si erano schierati la Caritas, l’ufficio Migrantes, il centro per la cooperazione missionaria dell’arcidiocesi di Lucca, l’associazione “Il Tondo” di San Vito ma anche tanti privati cittadini, sia del quartiere che di altre zone, che hanno deciso di firmare la petizione.

I motivi della proposta sono stati ben chiariti da don Ciardella anche nella lettera inviata al sindaco a luglio. Il parroco ha infatti innanzitutto ricordato l’importanza che le migrazioni hanno avuto nel corso della storia dell’uomo, ma anche le tragedie che ne sono derivate. «Ne Mediterraneo - ricorda don Ciardella - negli ultimi quindici anni sono state oltre 30.000 le persone che sono morte cercando di attraversare il mare e il 60% di loro è rimasto senza nome. Tutti questi numeri, cifre senza volto, sono solo una parte di tutte le persone che nella storia sono morte in cerca semplicemente di una vita più dignitosa». Non a caso il 3 ottobre è stata istituita la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione”. «Nonostante la sensibilizzazione, però, molte persone - prosegue don Ciardella - continuano ad annegare alle porte dell’Europa e a morire di fronte ai muri dei nostri paesi, spesso nell’indifferenza generale. Ce l’ha ricordato con parole profetiche e chiare papa Francesco a Lampedusa, di fronte alle centinaia di persone morte nelle acque del Mediterraneo.

«La Parrocchia di San Vito - conclude la richiesta al Comune -, accogliendo la provocazione del pontefice, intende rendere omaggio a tutti coloro che sono morti nella ricerca di una terra dove poter vivere con dignità, ricordandoli non con un nome ma con un’idea: l’idea che siamo tutti uomini, pellegrini su questa terra e che la morte di ognuno ha valore e la dignità di essere celebrata. Senza nomi, senza identità, possiamo solo ricordarli come corpi umani in cerca di umanità». —

L.C.


 

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