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Lucca

Uomobono Sorini, lucchese di Instanbul fra le sete grezze e il passatempo del teatro

carla sodini
Uomobono Sorini, lucchese di Instanbul fra le sete grezze e il passatempo del teatro

L’uomo d’affari si prestò a fare il regista nel dramma in musica “L’incognita perseguitata” messa in scena dall’ambasciata di Svezia 

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il personaggio

carla sodini

Anche dopo la caduta di Costantinopoli in mano ai turchi (1453), Pera, l’antico settore genovese di della città affacciato sul Bosforo a nord del Corno d’Oro, rimase uno dei centri più importanti del commercio internazionale. Tornati i mercanti genovesi e gli altri commercianti occidentali, quell’angolo di Instanbul, dominato dalla trecentesca torre di Galata, continuò a rappresentare anche il cuore della cultura e della vita sociale occidentale nell’ambito dell’impero ottomano.

Qui avevano sede anche le rappresentanze ufficiali delle varie nazioni dislocate lungo la Grand Rue de Péra, che facevano a gara nell’ostentare la propria ricchezza, organizzando eventi sociali e culturali di grande attrazione. Il sistema commerciale del tempo obbligava, infatti, chi intendesse intraprendere un’importante attività in un paese straniero a cercare contatti personali con i politici e gli uomini dell’amministrazione, a inserirsi nei circuiti dell’alta società e del patriziato urbano e a creare una rete di soci o dipendenti. Negli anni ’80 del 700, l’ambasciata svedese era la più operosa in questa attività promozionale anche per la presenza, all’interno del suo palazzo, di un magnifico teatro.

Fu qui che, nel gennaio del 1787, venne rappresentato il dramma giocoso in musica intitolato “L’incognita perseguitata” di Pasquale Anfossi. Si trattava di un lavoro già famoso il cui testo di Giuseppe Petrosellini, si ispirava all’opera di Goldoni. Proposto una prima volta a Roma nel 1773 presso il teatro delle Dame, era stato poi rappresentato in tutte le maggiori città d’Europa. La messa in scena presso il teatro dell’ambasciata svedese a Pera si distinse dalle altre perché gli attori non provenivano dal mondo dello spettacolo ma dall’ambiente ministeriale locale “dell’uno che dell’altro sesso” e, sempre dal medesimo ambito, giungevano gli organizzatori dell’evento. L’inviato di Svezia, il sig. Eindestan, dirigeva l’orchestra, il sig. Demetrio Raab, triestino, fungeva da scenografo, ed infine, un certo Uomobono Sorini, lucchese, aveva il ruolo di “soprintendente al buon ordine delle parti”, quindi di regista. Di questo personaggio lucchese dal cognome incerto per un probabile errore di stampa, non sono giunte altre notizie oltre a una breve segnalazione sulla “Gazzetta Universale” del 1787. Probabilmente si trattava di un mercante legato in qualche modo al commercio genovese della seta grezza, dell’allume o della finanza. Pochi accenni, quindi, che ci riportano all’universo di una realtà imprenditoriale lucchese diffusa e operosa anche nel tardo Settecento. Facile immaginare il Sorini destreggiarsi sul palcoscenico con efficace disinvoltura e un sorriso sornione sulle labbra, in mezzo ai personaggi più significativi di quell’ambiente tanto particolare predominato dalla lingua e dalla cultura italiana. Di lì a poco, infatti sarebbe arrivata a Pera la compagnia “la Sconcertata” di Montefiascone per inaugurare il nuovo teatro pubblico con “bizzarre commedie italiane”. —

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