Il Tirreno

Lucca

L’INCHIESTA DELLA PROCURa  

«Mura come una strada invece si tratta di un parco urbano»

Luca Tronchetti
«Mura come una strada invece si tratta di un parco urbano»

I legali di Tani: «Adesso ci difenderemo nel processo» L’avvocato di Biancalana e Marchi: «Accuse irragionevoli»

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LUCCA. Sono pronti a dar battaglia di fronte al giudice i legali degli ex vertici dell’Opera delle Mura (ente poi sciolto, con il Comune oggi responsabile dell’arborato cerchio). L’avviso di conclusione delle indagini inoltrato dalla procura della Repubblica agli avvocati Lodovica Giorgi, Carlo Di Bugno e Andrea Rugani, per i legali di Alessandro Biancalana, Giovanni Marchi e Maurizio Tani è l’anticamera della citazione diretta a giudizio. Se l’avvocato Di Bugno farà passare i 20 giorni di tempo che separano l’avviso dalla citazione senza presentare memorie difensive o chiedere l’interrogatorio per il suo assistito Maurizio Tani («Siamo pronti a incrociare le armi davanti al giudice per dimostrare l’estraneità del nostro assistito all’accusa formulata») l’avvocato Lodovica Giorgi che assiste Biancalana e Marchi pur nello scetticismo resta possibilista: «Devo valutare anche se nutro forti dubbi che la procura, visto quanto fatto sino ad oggi, receda nella citazione a giudizio». Lascia senza parole i legali la modifica del capo d’imputazione voluta dal procuratore Suchan: da lesioni colpose per aver omesso di garantire la sicurezza delle Mura a lesioni personali stradali gravi. «Un’indagine ideologica con accuse irragionevoli e un’aggravante che non ha precedenti» sostiene l’avvocato Giorgi. Che rincara la dose: «Vorrei rilevare che le Mura sono un parco urbano e non una strada. E nessuno era mai caduto dalla cannoniera. I vigili hanno scritto nel verbale che il bimbo era lontano dalla vista dei genitori. Eppure sulla loro condotta per il procuratore non è stata presa in esame l’ipotesi di omessa vigilanza».

PERICOLO E INSIDIA

Gli inquirenti puntano su un sottile distinguo tra il pericolo - che i cartelli di divieto disseminati sulle Mura in varie lingue evidenziano - e l’insidia. Per la procura quel tratto di Mura (e solo quello) nella zona della cannoniera Est del baluardo San Regolo trarrebbe in inganno chiunque specie un bambino piccolo. Quelle chiome alberate che arrivano sino al poggio costituiscono un’insidia perché caratterizzati oggettivamente dalla non visibilità e soggettivamente dell’imprevedibilità. Ma per stabilire la verità serve un processo sul cui esito ci permettiamo di avere dubbi. —

Luca Tronchetti

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