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Lucca

Lotta ai mercanti d’arte, un’eccellenza tutta italiana

Lotta ai mercanti d’arte, un’eccellenza tutta italiana

Il dottorato diretto da Maria Luisa Catoni incontra il Nucleo dei carabinieri che si occupa di tutelare il patrimonio artistico: «A Lucca siamo all’avanguardia»

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lucca. Proteggere, gestire, valorizzare. È intorno a queste tre parole che ruota il rapporto fra Imt e il mondo dei beni culturali. E anche di questo si parlerà oggi durante l’appuntamento di Bright e con un incontro sulle “Attività del comando carabinieri tutela patrimonio culturale” con il maggiore Lanfranco Disibio. A organizzarlo la professoressa Maria Luisa Catoni, ordinaria di archeologia e storia dell’arte antica a Imt.

Che parla, circa il nucleo di tutela del patrimonio, «di espressione di un posizionamento avanzatissimo dell’Italia nella lotta al traffico dei beni culturali. Dobbiamo ricordare, ad esempio, che il nucleo è stato creato nel 1969, cioè un anno prima della convenzione dell’Unesco che proprio di questo si occupa. Nel febbraio 2017, proprio a Lucca poi c’è stato un seminario organizzato da Imt sulla tutela penale dei beni culturali, che ha aperto la porta a una convenzione internazionale su questi temi adottata dal Consiglio d’Europa. Siamo poi attivissimi a livello internazionale per la formazione e per progetti come i Caschi blu dei beni culturali. In tutto questo possiamo dire di essere i primi al mondo e di essere presi come modello». Un primato che naviga tra il reale e il virtuale, ad esempio con la creazione di un’applicazione per smartphone che permette di fotografare un’opera d’arte e di confrontarla in tempo reale con l’enorme database di oggetti rubati creati proprio dal Nucleo tutela del patrimonio artistico.

Anche Imt collabora con i militari del nucleo, all’interno di un corso di dottorato che – come spiega la professoressa Catoni – ha cambiato le carte in tavola nell’ambiente accademico italiano: «A Lucca abbiamo avuto il coraggio di rovesciare il paradigma della formazione, mettendo al centro il dominio del “patrimonio culturale” e facendo ruotare intorno tutta una serie di figure, dai giuristi agli storici dell’arte agli archeologi».

L’ultima delle tre parole d’ordine che ricordavamo all’inizio è “valorizzare”. E anche su questo Imt è molto attiva: «Abbiamo corsi classici come museologia e legislazione di beni culturali, ma anche altri sul management. Per quanto riguarda i progetti di ricerca, lavoriamo anche sulla valorizzazione dei patrimoni “difficili”, come quello dell’era fascista in Italia o di quello comunista nell’Europa dell’Est».

Parlando di beni culturali e della loro fruizione non ni può tener fuori Lucca. Secondo Catoni «c’è il rischio che la città diventi una cartolina, ma bisogna anche dire che sta reagendo bene e che ha degli anticorpi». Fondamentali sono i grandi eventi. Non a caso Imt ha lavorato, qualche anno fa, insieme a Lucca Crea per un’analisi non solo economica dei Comics: “Da quel lavoro – ricorda Catoni – è emersa una città che veniva sì percepita come tradizionale, ma nella quale Lucca Comics riusciva a generare un importante cambiamento nell’immagine all’esterno».

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