Il Tirreno

Lucca

Un grande quadro di Giovanni Lorenzetti per i 150 anni di Maria Domenica Barbantini

Rossella Lucchesi
Un grande quadro di Giovanni Lorenzetti per i 150 anni di Maria Domenica Barbantini

L’opera sarà inaugurata questo pomeriggio con un concerto nella chiesa della Santissima Trinità in via Elisa 

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il dipinto

È il dono del pittore Giovanni Lorenzetti alla chiesa della SS Trinità che ha sede in via Elisa, di fronte a villa Bottini, per celebrare i 150 anni dalla nascita di Maria Domenica Brun Barbantini fondatrice, nel 1829 della congregazione Suore Ministre degli infermi di San Camillo che un anno fa ha commissionato l’opera. “L’Angelo della consolazione” è un magnifico dipinto, olio su tela preparata a gesso dall’artista stesso, di medie dimensioni (216x180 cm) e di grande significato.

Sarà inaugurato oggi alle 17 nel corso di una cerimonia intervallata da brani di musica barocca di Mozart e Bach eseguiti da Filippo Rogai al flauto e Fabrizio Datteri al clavicembalo.

Toccante la scena. Al centro una giovane Maria Domenica Barbantini accarezza il volto di una donna malata distesa sul letto, mentre il figlio, con la testa china sul cuscino, poggia la manina sulla spalla della mamma che con la mano sinistra sfiora la croce sulla veste della suora. Al capezzale, San Camillo nell’atto di carezzare i capelli della malata con espressione amorevole e sulla destra quattro suore, a rappresentare i continenti nei quali è presente l’Ordine delle camilliane, ovvero Europa, Africa, Asia e il continente latinoamericano. A completare la scena, in primo piano sulla sinistra, la figura di un laico mentre legge una frase di Domenica Barbantini dedicata ai malati.

In terzo piano «volutamente, spiega l’autore, per non rubare la scena agli altri personaggi, ma con un ruolo da protagonista, nonostante il volto visibile solo a metà, mentre le mani sono poggiate sul cuore in segno di pietà», la Madonna Addolorata dipinta in doppia dimensione rispetto agli altri soggetti «per darle valenza simbolica di una presenza spirituale». L’Eucarestia è invece simboleggiata da una piccola natura morta, in cui spicca una bottiglia di vino con foglie di uva e un pezzo di pane. Infine l’omaggio dell’artista alla sua Lucca, con la rappresentazione sullo sfondo della cattedrale di San Martino, sul cui davanzale si nota una margherita candida, simbolo della purezza.

«Un’opera che rispecchia in maniera straordinaria l’arte di Lorenzetti, capace di costruire figure vive, non immagini stereotipate e rigide e creare situazioni verosimili che trasmettono forti suggestioni». Così il critico e storico dell’arte Ilario Luperini giudica il dipinto di Giovanni Lorenzetti «un condensato di armonie ed effetti di luminosità che permettono di penetrare nel profondo delle figure, fino alla loro esaltazione luministica». E aggiunge «Ancora una volta Lorenzetti dà prova della sua rilevante maestria. Con una padronanza tecnica di assoluto livello, con la pazienza e la cura del provetto artigiano, con la capacità inventiva dell’artista geniale e con un’ampia cultura figurativa, riesce a creare sintesi formali che colgono in profondità gli aspetti salienti di ogni rappresentazione. Nelle sue composizioni niente è superfluo, nessun cedimento alla retorica. Ogni dettaglio è funzionale allo svolgimento del tema affrontato e alla comprensione articolata dei ricchi significati in esso espliciti che inducono a una visione multipla dell’opera che pare assorbire l’osservatore, facendolo diventare parte del dipinto stesso». —

Rossella Lucchesi

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