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San Cataldo, la rabbia dei familiari: «Più costi e riduzione dei servizi»
Lettera all’Asl dei parenti dei pazienti nel “nucleo comi”: «Una signora trasferita in altro reparto coi malati psichici»
lucca. Chiedono chiarezza dall'Asl e un miglioramento del servizio e di contro, al momento, ricevono un incremento dei costi giornalieri di assistenza ai loro cari in stato di coma con una riduzione del personale infermieristico specializzato nell'assistenza dei pazienti in stato neurovegetativo. . Addirittura una paziente in stato di coma è stata trasferita nel reparto disabili assieme a malati psichici di una certa pericolosità che con lamenti e urla richiamavano l'attenzione del personale. La sua camera è rimasta chiusa per impedire il loro accesso e alla fine, dopo le legittime rimostranze dei parenti della donna, l'Asl è tornata sui suoi passi riportando la paziente nel reparto originario.
«L'azienda sanitaria non vuol rispettare i patti concordati con noi nel febbraio 2019 e mantenere la struttura sino al 31 dicembre con le stesse modalità di assistenza e compartecipazione economica di 15 euro al giorno» dicono i familiari del ricoverati al nucleo Comi del San Cataldo in una lettera inviata all'Asl nei giorni scorsi.
«Nei giorni antecedenti a Ferragosto - sostengono i familiari del nucleo Comi - venimmo nuovamente convocati e ci venne annunciato che il modulo cosiddetto Comi sarebbe stato soppresso immediatamente ignorando quanto sottoscritto a febbraio. Entro il primo settembre avremmo dovuto scegliere se spostare i nostri congiunti in altre strutture provinciali o farli rimanere al San Cataldo con altre modalità di assistenza e compartecipazione economica di 53,50 euro al giorno. Ci siamo quindi trovati a dover far scelte importanti per i nostri cari, che non hanno la possibilità di scegliere autonomamente, e dalla sera alla mattina in un periodo (agosto) dove causa ferie è tutto più complicato.
«Oggi constatiamo - riprendono i familiari - che oltre all'aggravio dei costi ci troviamo a fare i conti con una pesante riduzione dei livelli di ore di assistenza. Siamo passati dalla presenza contemporanea nelle 24 ore di un infermiere e un'operatrice sanitaria all'attuale situazione con un solo infermiere durante le ore diurne in tutto il reparto e una Oss che interviene ad ore e al bisogno su chiamata. Durante la notte il reparto resta scoperto e interviene, a discrezione, il personale di altri reparti. Non solo. Mentre prima avevamo la presenza di personale dedicato al reparto Comi, a nostro avviso con esperienza e conoscenza dei pazienti fondamentali nel trattamento dei soggetti in stato di coma. Oggi non c'è continuità di presenza del personale e temiamo che questo possa avere riflessi negativi nell'assistenza dei pazienti. Non ci pare corretto, dopo aver sottoscritto un modulo equivalente ad un impegno che ci dava garanzie sino a fine anno, esserci trovati a prendere decisioni improvvise con aggravi di costi e abbassamento dei livelli di assistenza». —
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