Il Tirreno

Lucca

Parlano gli esperti  

«Puntare sulla digitalizzazione per trovare un’occupazione»

G.P.

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LUCCA. Per cercare di capire cosa dicono i numeri del mercato del lavoro, di quali tendenze sono indicativi e come è possibile interpretarli, Il Tirreno ha interpellato alcuni esperti. «In futuro il posto fisso sarà sempre meno diffuso – spiega Nicola Lattanzi, professore ordinario di Economia aziendale alla Scuola di Alti Studi Imt – La dinamica a cui stiamo assistendo è abbastanza chiara: le forme di lavoro cambieranno in ragione delle esigenze delle aziende. I contratti collettivi perderanno progressivamente valore rispetto a quelli aziendali. Non arriveranno a rapporti one to one, ma avremo contratti in cui conteranno molto le competenze del singolo. La Toscana da sola produce oltre il 6% del pil nazionale ma i nostri distretti industriali, che sono prevalentemente manifatturieri e vivono di export, sono sottoposti a pressioni che ne stanno ridisegnando strategie aziendali e forme del lavoro. Lo scenario è in chiaroscuro ma bisogna vedere cosa si vuole guardare: ai giovani dico che devono abituarsi a un posto sempre meno fisso, ma soprattutto consiglio loro di incentrare la propria formazione su digitalizzazione e tecnologie. Oggi le aziende che fanno investimenti puntano sulla parte hardware: impianti, macchinari, robotica e appunto tecnologie. A questi flussi di investimento corrisponderanno flussi occupazionali in ingresso che però devono saper soddisfare la richiesta delle aziende in termini di competenze digitali. Dobbiamo essere preparati altrimenti rischiamo di perdere un treno. Per quanto riguarda il settore turistico, è chiaro che continuerà a dare lavoro ma si avrà un aumento della stagionalità».

Una prospettiva diversa è quella di Rossano Rossi, segretario generale della Cgil in provincia: «La troppa flessibilità ha prodotto questi risultati – dice – Le assunzioni sono aumentate, ma i nuovi occupati sono quasi tutti precari e spesso sottopagati, non a caso siamo agli ultimi posti in Europa per il cosiddetto “lavoro povero”. E poi bisognerebbe vedere il monte “ore lavorate” perché anche tra gli indeterminati sta crescendo il part-time. Ai giovani stiamo consegnando un mondo che non esiste, per questo il 27 saremo in piazza con loro. Dal nuovo governo mi aspetto discontinuità sulle politiche del lavoro: quanto fatto dal Pd col Job act e dal M5S con il decreto Dignità ha portato a questi risultati. Occorre cambiare».

Più incentrato sulle imprese il commento Giorgio Bartoli, presidente della Camera di commercio di Lucca. «I dati sulla natalità-mortalità imprenditoriale forniscono per Lucca una fotografia della prima parte del 2019 con alcuni tratti che fanno ben sperare. Ci sono dei segnali positivi che arrivano dalla nostra base imprenditoriale, come la crescita delle iscrizioni di nuove imprese e il costante incremento delle società di capitali. Le attività professionali, i servizi alle imprese e il turismo si confermano i settori più dinamici. Preoccupano però il rallentamento dell’export, anche a livello provinciale, e l’improvviso rialzo del costo del petrolio, che aggraverà i costi delle nostre imprese». —

G.P.

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