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“Ich War da - Io ero là” Venerdì l’opera teatrale del regista Marco Brinzi

Rossella Lucchesi
“Ich War da - Io ero là” Venerdì l’opera teatrale del regista Marco Brinzi

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lucca. Si chiama “Ich war da – Io ero là” ed è autoprodotto dall’attore lucchese Marco Brinzi, l’opera teatrale che ricorda la strage di Sant’Anna di Stazzema, in programma venerdì 20 settembre alle 21 al teatro San Girolamo. Con replica alle 22 in caso di affluenza di pubblico superiore alla capienza consentita in sala. È lo stesso protagonista - che ha firmato anche la regia e che condividerà la scena con l’attrice versiliese Caterina Simonelli - a raccontare lo spettacolo, scritto durante l’estate sulla base delle testimonianze dirette di alcuni superstiti mentre altri non hanno voluto parlare, perché il tempo non è riuscito a cancellare dai loro occhi e dalle loro menti, l’orrore di quel terribile 12 agosto 1944, quando un gruppo di nazisti sterminarono 560 civili, 130 dei quali erano bambini. Questo, per Brinzi, è l’ennesimo lavoro incentrato su vicende storiche, soprattutto quelle terribili dell’ultimo conflitto mondiale, che hanno lasciato un segno indelebile nella storia. «Non lo faccio per motivi politici - precisa - ma per spiegare quanto sia importante mantenere viva la memoria e trasmetterla alle giovani generazioni e farlo attraverso la testimonianza di chi ha vissuto direttamente i drammi, diventa molto più efficace. I racconti di mio nonno che, a fatica, un giorno riuscì a parlarmi della propria esperienza durante il periodo bellico, sono stati per me un valido aiuto e fonte di ispirazione». Nonno Guerrino, classe 1917, all’epoca abitava a Borgo Giannotti. La guerra l’aveva portato a Verona, dove si era innamorato di Emma, giovane sartina che ricambiava i suoi sentimenti. Si persero di vista quando egli dovette partire per la Jugoslavia dove, durante un agguato tedesco, perse la vista da un occhio, poi dall’altro. Quando tornò a Lucca era completamente cieco, ma la sua Emma riuscì a rintracciarlo, si sposarono e vissero insieme per tutta la vita. «Quando andavo a trovarlo - dice Marco - mi raccontava sempre l’orrore che aveva vissuto. Lui e i suoi compagni toscani che tornarono a casa seguendo la linea ferroviaria e ogni estate si ritrovarono in Versilia, finché sono tutti scomparsi. Il ricordo di ciò che aveva vissuto era rimasto impresso nella sua mente e dominava il suo inconscio, come dimostrò quando, colpito da demenza senile, la notte si svegliava e urlava il nome di mia nonna». Per motivi comprensibili, lo spettacolo, a ingresso libero, è vietato agli under 14. I biglietti sono disponibili al teatro del Giglio dalle 15 alle 18 di venerdì, o direttamente al San Girolamo, a partire dalle 20. —

Rossella Lucchesi

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