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Nata a San Concordio l’associazione Amici del Porto della Formica
L’obiettivo è tutelare e valorizzare l’area archeologica minacciata dal progetto della cosiddetta piazza coperta
LUCCA. Promossa dal Comitato per San Concordio e dal gruppo Facebook “Salviamo il Porto della Formica”, si è costituita l’associazione “Amici del Porto della Formica”. Lo scopo dell’associazione sono la salvaguardia e la valorizzazione del sito del Porto che, per più di 2000 anni, dall’epoca romana fino al 1865, ha collegato per via fluviale la città di Lucca ai porti di Livorno e Pisa, attraverso il Formica, l’Ozzeri, il Canale Imperiale e l’Arno, e che è stato navigabile fino al secondo dopoguerra.
Sono stati 25 i soci fondatori, non solo residenti di San Concordio, ma anche appassionati di storia locale, giovani studiosi e alcune personalità di spicco del mondo culturale cittadino. Tra essi anche due “rifondatrici”, che già nel 1997 avevano costituito l’associazione che finanziò la posa del Pannello del Porto, che da 22 anni fa mostra di sé in via Formica. Il primo obiettivo dell’associazione sarà la tutela delle strutture murarie della darsena del Porto, riportate alla luce dalla Soprintendenza nel 2009, tra cui di particolare interesse le “bitte” per l’ormeggio delle barche.
Questi reperti, assieme a quelli, non meno importanti, delle fornaci del primo impianto del gasometro, sono infatti minacciati dalla costruzione della cosiddetta “piazza coperta”, il grande intervento edilizio finanziato dai “Quartieri social” che l’amministrazione sta per appaltare. È evidente, sostiene l’associazione, che queste emergenze archeologiche non state considerate in sede di progettazione della “piazza coperta”, dato che vengono tutte e interamente e massicciamente ricoperte con strutture di cemento come le rampe di accesso. Verrà chiesto che l’amministrazione riprogetti la sistemazione delle due aree archeologiche che si trovano all’interno del cantiere, in modo da non danneggiare e garantire la conservazione e valorizzazione dei reperti di una delle aree archeologiche più importanti situate fuori dalle Mura, non a caso inserita nella Carta del Patrimonio Territoriale. L’associazione chiamerà a Lucca esperti per organizzare convegni e studi sulla importanza del sito del Porto e sulle modalità migliori per il suo recupero. —
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