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La donna picchiata al parco chiede aiuto per le spese legali
«Mi sembra un’ingiustizia nelle cause per risarcimento danni». Se ci saranno i presupposti il Comune si costituirà parte civile
lucca. Si sente sola la donna aggredita nel parco di via Matteotti a Sant’Anna. Picchiata in pieno giorno da un uomo di 43 anni per avergli detto di raccogliere gli escrementi del proprio cane ora deve fare i conti, è il caso di dirlo, non solo con le conseguenze fisiche che si porta addosso ma anche con i costi delle spese legali che dovrà sostenere nell’eventuale processo civile per ottenere un risarcimento dei danni. . L’uomo infatti, è stato denunciato per lesioni. Denunciata anche la sua compagna che in quel momento si trovava con lui e lo incitava a picchiarla. Un brutto episodio di violenza gratuita che poteva avere delle conseguenze molto più gravi se non ci fosse stato l’intervento di alcuni passanti e residenti che hanno chiamato la polizia.
«Mi hanno detto che le spese legali saranno a mio carico - dice la 43enne - ma io sinceramente mi trovo in difficoltà. Se non ho la certezza che lui mi risarcisca di qualcosa per me andare avanti è un problema». La donna infatti, che non ha i requisiti per poter usufruire del gratuito patrocinio e ora non sa come fare a sostenere le spese legali.
«Mi sono rivolta anche all’associazione Luna che si occupa di tutelare le donne vittime di violenza - aggiunge - ma loro mi possono garantire solo una consulenza gratuita poi le spese saranno a carico mio. È assurdo che chi non ha le possibilità economiche non possa difendersi nemmeno in una causa di risarcimento danni».
Intanto la 43enne, che in seguito alle conseguenze dell’aggressione, ha avuto 25 giorni di prognosi per una costola rotta e altre lesioni sparse su tutto il corpo, deve effettuare degli altri accertamenti sanitari. «Sono emersi degli altri problemi fisici - racconta ancora - e quindi devo fare degli altri controlli. Inoltre lui mi ha anche rotto gli occhiali. Io apprezzo il supporto che mi ha dato il sindaco ma invece di mettere le telecamere nel parco perché non mi aiuta a sostenere le spese legali visto che io non posso farlo?». Intanto in Comune qualcosa si sta muovendo. Da Palazzo Orsetti infatti, fanno sapere che, se ci saranno i presupposti per farlo, il Comune ha intenzione di costituirsi parte civile in un eventuale processo. «Mi sento davvero sola in questa situazione - dice la donna - e mi metto nei panni di chi ha il mio stesso problema. Mi sembra proprio un’ingiustizia». —
Federica Scintu
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