Il Tirreno

Lucca

la polemica  

Opposizione all’attacco sul caso Villa Nardi «Serve trasparenza»

Nicola Bellanova

Contestata la decisione dell’amministrazione di convocare il direttivo del circolo lasciando fuori la minoranza

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BARGA. A pochi giorni dall’elezione del nuovo direttivo riscoppia il caso Villa Nardi. La minoranza di Progetto Comune, per bocca del capogruppo Francesco Feniello, accusa il sindaco Caterina Campani di non aver coinvolto le forze politiche in consiglio sul rischio chiusura del centro socioricreativo Montalcini: «Con una missiva si segnalavano al sindaco le criticità con la richiesta di convocare un tavolo di lavoro, per affrontare e chiarire la situazione ormai incancrenita nel tempo, con la speranza di poter risolvere le criticità con l’aiuto di tutti, per scongiurare l’annunciata chiusura e salvare così una struttura di alto valore sociale e due posti di lavoro. Con la stessa lettera veniva richiesta la documentazione contabile ancora non fornita per accertare l’esatto ammontare della morosità per predisporre misure idonee di ammortamento. Forse la richiesta di convocare un tavolo di lavoro serviva anche ad aprire un rapporto di collaborazione con la maggioranza per risolvere il problema».

«Come hanno reagito – prosegue la nota – il sindaco e la maggioranza? Ci risulta che per ben due volte siano stati convocati i responsabili del Circolo, senza coinvolgere minimamente i consiglieri di minoranza come da richiesta specifica richiesta. Questa è la democrazia a Barga. Si continua a trattare come sempre nelle segrete stanze. Anzi, salvo smentite, ci risulta che un posto di lavoro è già andato perso».

Quindi da Feniello arriva una serie di domande, per sapere se è vero che il nuovo direttivo del circolo («Come da indicazioni ricevute nelle segrete stanze»)abbia già licenziato una dipendente; se è vero che il nuovo direttivo abbia già ottenuto la promessa di rinnovo della convenzione scaduta da tempo; se è vero che morosità a carico del Comune, per fatture non pagate per la fornitura di metano ammonti a oltre 18mila euro; se è vero che da marzo, per una morosità per bollette del metano non pagate intestate al Comune, la fornitura sia stata interrotta (con tanto di sigilli sul contatore); se è vero che «la convenzione per l’utilizzo dei locali tra Comune di Barga e il Circolo Acli risulta scaduta da anni e mai rinnovata per l’inerzia dell’ente competente cosi come risulta scaduta la convenzione tra Asl e Comune di Barga».

Una presa di posizione che potrebbe acuire la tensione in consiglio: «La giunta Bonini, con delibera del 2013, autorizzava la voltura delle bollette gas a nome del Comune di Barga, impegnandosi così al successivo pagamento di quanto dovuto, con obbligo di rimborso da parte dei reali utilizzatori della struttura. Bene, questo impegno è stato disatteso negli anni. Questo abbiamo capito. Certo abbiamo capito di chi è la responsabilità dell’interruzione della fornitura di gas e dell’apposizione dei successivi sigilli. Promesse non mantenute. No, anzi, impegni non mantenuti da parte degli amministratori del Comune di Barga. Da parte di chi doveva vigilare sull’esecuzione di quanto deliberato ora, dopo aver creato questa situazione, l’amministrazione attuale (rappresentata anche da amministratori indicati in quella delibera disattesa) corre ai ripari. E cosa fa? Convoca le parti tenendo fuori la minoranza perché, “probabilmente d’impiccio per eventuali inciuci per rimediare al danno fatto”. A questo punto non ci resta che fare opposizione e pretendere il rispetto delle regole come avremmo preteso a quel tavolo di lavoro, e pretendere la massima trasparenza nelle trattative in corso. Inoltre, chiediamo al sindaco se è vero che il Comune è destinatario di un decreto ingiuntivo per le quelle morosità. Vigileremo sulla regolarità di quanto verrà fatto per evitare danni come fatto in passato». —

Nicola Bellanova



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