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Scuole al via ma c’è il rebus dei vaccini: sono centinaia gli studenti non in regola
I dati Asl per materne, elementari e medie: ecco il numero degli inadempienti. Ma multe ed esclusioni non scattano
LUCCA. Manca una settimana al suono della prima campanella ma tra i tanti problemi delle scuole lucchesi (classi nei container, istituti senza dirigenti e docenti, ecc), ce n’è uno che passa sotto silenzio: gli obblighi vaccinali. Lo scorso anno l’argomento teneva banco per l’impatto delle novità introdotte dalla legge Lorenzin: accesso negato a nidi e materne per i bambini tra 0 e 6 anni non in regola con gli obblighi vaccinali; multa da 100 a 500 euro per quelli di elementari, medie e superiori. Ebbene le cose non sono cambiate: nonostante la ventilata volontà di modifica della legge da parte del governo gialloverde, il decreto del 7 giugno 2017 è ancora in vigore e farà valere i suoi effetti per l’anno scolastico ormai alle porte.
O almeno così dovrebbe essere, visto che di bambini e ragazzi non in regola – solo tra Lucca e Piana – se ne contano diverse centinaia, come si vede dalla tabella qui a fianco. Al momento, però, non sono stati presi provvedimenti: niente multe per gli studenti da 6 a 16 anni né tantomeno esclusioni per gli inadempienti di nidi e scuole dell’infanzia. Ma andiamo con ordine.
Sul sito del ministero della Salute è riportato una sorta di cronoprogramma di avvicinamento all’apertura delle scuole: al fine di formare le classi in modo da evitare che i minori non vaccinabili per motivi di salute siano messi assieme ai “non vaccinati per scelta”, entro il 10 marzo 2019 i dirigenti scolastici dovevano inviare all’Asl l’elenco degli iscritti. Incrociando questi elenchi con i dati dell’anagrafe vaccinale informatizzata, entro il 10 giugno l’Asl doveva restituire gli elenchi segnalando chi non era in regola con gli obblighi vaccinali, chi non ricadeva nelle condizioni di esonero e chi non aveva presentato formale richiesta di vaccinazione. Nei dieci giorni successivi i dirigenti delle scuole dovevano invitare per iscritto i genitori dei minori “segnalati” a depositare la documentazione per dimostrare la regolarità della loro situazione, l’esonero, l’omissione o il differimento o la presentazione della richiesta formale di vaccinazione all’Azienda sanitaria locale. Entro il 20 luglio, infine, le scuole dovevano a loro volta trasmettere la documentazione ricevuta dai genitori (o l’eventuale assenza di qualsivoglia comunicazione) all’azienda sanitaria. «Siamo giusto in questa fase – spiegano dall’Asl – Ci stiamo lavorando ma non c’è una tempistica precisa per esaminare tutti questi documenti».
In teoria per i bambini da 0 a 6 di nidi e scuole dell’infanzia che ad oggi non sono in regola con gli obblighi vaccinali, l’iscrizione è già da considerare decaduta. Pertanto gli irregolari non potranno accedere alle classi. Ma come detto questo solo in teoria: come si vede gli inadempienti delle materne sono 152 per il vaccino del tetano (che di solito si somministra con l’esavalente) e 192 per il morbillo (che di solito si somministra con il trivalente). Un discreto numero, dunque. Tuttavia al provveditorato agli studi di Lucca non risultano bambini la cui iscrizione è decaduta per i suddetti motivi. «Del resto – fanno sapere dal palazzo – non trattandosi di scuola dell’obbligo i genitori che non vogliono vaccinare i figli sono liberi di non mandarli alla materna». L’ultima parola spetta al dirigente scolastico.
Per quanto riguarda i ragazzi tra i 6 e i 14 anni la cosa è ancora più curiosa: gli inadempienti ad oggi sono 684 per il tetano e 792 per il morbillo. La legge prevede per le loro famiglie una sanzione da 100 a 500. A comminarla dovrebbe essere l’Asl che però ha le mani legate: «Manca il regolamento regionale – spiega il dottor Antonio Gallo, direttore dell’unità operativa complessa Igiene pubblica della zona Sud – L’applicazione dell’apparato sanzionatorio previsto dalla legge necessità di una disciplina di tipo regionale che la Toscana non ha ancora emanato. Pertanto le sanzioni non si possono fare». Sembra il classico pasticcio all’italiana e forse lo è davvero.
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