Per il decesso del neonato il 2 ottobre dal gup due medici e un’ostetrica
LUCCA. Per la procura durante il travaglio della giovane puerpera bielorussa la ginecologa e l’ostetrica in turno il 30 giugno 2016 all’ospedale San Luca non valutarono con la dovuta attenzione il tracciato cardiotocografico del periodo 13.10-13.40 che indicava come vi fossero problemi di ipossia e sofferenza fetale. In quella circostanza per i due consulenti tecnici del sostituto procuratore Lucia Rugani - l’anatomopatologo Marco Di Paolo e ginecologo Salvatore Felis della clinica San Martino di Genova - si sarebbe dovuto intervenire chirurgicamente sulla donna praticando il taglio cesareo. Invece l’intervento fu tardivo: successivo alle 14,30. E il bimbo venne espulso dal ventre materno con la ventosa alle 15.44. Un feto di 3 chili e 700 grammi venuto alla luce senza attività respiratoria e battito cardiaco. Un bimbo nato morta. Oltre alla ginecologa Annalisa Pola, 38 anni, difesa dal professor Enrico Marzaduri e l’ostetrica Stefania Antichi, 38 anni, di San Giuliano Terme, assistita dall’avvocato Marco Meoli la procura ha indagato al ginecologo di fiducia Giovanni Lencioni di 57 anni. Tutti sono accusati di cooperazione in omicidio colposo per colpa medica. Compariranno il 2 ottobre di fronte al giudice dell’udienza preliminare Simone Silvestri.
Nel frattempo gli avvocati di parte civile che assistono la coppia che ha perduto il bimbo si sono costituiti in giudizio individuando l’Asl come responsabile civile. Stando alla procura della Repubblica - inchiesta era diretta dal sostituto Lucia Rugani - i sanitari non si sarebbero accorti della sofferenza del feto. E in quel lasso di tempo anziché procedere con un parto cesario la situazione non venne affrontata come il protocollo avrebbe imposto. Ma con almeno un paio d’ore di ritardo quando il medico subentrato ai colleghi smontanti seguì il parto. In quel momento il feto era già morto nel grembo della mamma. Fu estratto un corpicino a cui i genitori vollero, comunque, dare un nome. Il 2 ottobre il gup deciderà se rinviare a giudizio tutti o alcuni degli indagati o optare per l’archiviazione. —
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