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Collezionista di Rolex raggirato dal truffatore arrestato a Roma
Di nuovo nei guai Ciro Casino, 47 anni, napoletano, che con assegni circolari falsi comprava su un noto portale i preziosi orologi dopo aver contattato i venditori
LUCCA. Finisce in trappola il truffatore di Rolex. Si tratta di Ciro Casino, 47 anni, originario di Napoli, che fu arrestato a Roma dalla polizia in seguito ad un servizio effettuato dagli inviati del programma tv «Le Iene» perché trovato in possesso di un assegno circolare falso. Per lo stesso reato di truffa legata all’acquisto di Rolex la squadra Mobile di Lucca ha indagato a piede libero lo pseudo commerciante di orologi e proprio in questi giorni gli agenti hanno notificato a Casino l’avviso di conclusione delle indagini predisposto dalla procura della Repubblica. Una vicenda avvenuta pochi giorni prima dell’arresto operato dalla polizia romana. Grazie al servizio televisivo degli inviati de «Le Iene» il volto e il nome del napoletano erano già noti agli investigatori della Questura, giunti alla sua identificazione nel marzo scorso in seguito ad una complessa indagine.
I FATTI
La vicenda risale al giugno del 2018.
Un ricco lucchese mette in vendita su un noto portale internet di annunci un orologio della sua collezione privata, un Rolex modello «Subamarine 16613 Sultan», oro/acciaio e brillanti, per la somma di ottomila euro.
Il venditore viene contatto, nel giro di poche ore, da un signore che sostiene di chiamarsi Marco Capozza. Un uomo dall’accento campano che si dice interessato all’acquisto dell’orologio. Dopo una serie di trattative, venditore ed acquirente giungono ad un accordo e fissano un incontro presso un istituto di credito lucchese: l’acquirente pagherà con un assegno circolare e il venditore chiederà alla banca di accertare, in tempo reale, la bontà del pagamento.
L’ASSEGNO FALSO
L’incontro avviene di fatto il 3 luglio successivo: l’uomo alla banca consegna un assegno circolare. Avendo il dipendente della banca accertato la validità del titolo presso l’istituto casertano che l’aveva emesso, l’acquisto va a buon fine e l’orologio consegnato al compratore.
Pochi giorni dopo l’inaspettata notizia: l’assegno, portato all’incasso, risulta non valido. Il motivo? Presto detto. L’effetto cambiario è falso. E il venditore lucchese è stato truffato. Al collezionista non resta altro che rivolgersi agli investigatori della questura lucchese.
L’INCHIESTA
I poliziotti della squadra Mobile iniziano un’indagine complessa muovendo dall’utenza utilizzata dal truffatore per contattare il venditore. L’esito degli accertamenti è negativo: il cellulare è intestato ad un prestanome. Si tratta di uno straniero le cui generalità sono sconosciute. Forse quell’identità è falsa come l’assegno e quell’extracomunitario non esiste.
I poliziotti avviano allora una lunga collaborazione investigativa con gli omologhi uffici delle questure del Nord Italia e in pochi mesi ottengono le foto dei maggiori truffatori di Rolex operanti nel territorio italiano.
IDENTIKIT
Grazie a quelle foto, il collezionista riconosce senza ombra di dubbio tra le immagini mostrate quella del truffatore. Che non si chiama Marco Capozza, ma Ciro Casino, con precedenti anche specifici per i reati di contraffazione di atti pubblici, sostituzione di persona e possesso e fabbricazione di documenti di identificazione. A carico dell’uomo risultano diverse segnalazioni, a varie procure italiane, per truffe avvenute con lo stesso metodo usato per quella smascherata a Lucca. —
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