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«Santa Croce da tradizione. In futuro non escludo i led»
Parla il vescovo monsignor Giulietti: "Per il momento tutto rimane com’è stato finora"
LUCCA. «Per il momento tutto rimane com’è stato finora. La processione di Santa Croce sfilerà come al solito, secondo il consueto disciplinare e senza modifiche. Eventuali cambiamenti potranno essere valutati in seguito e a ragion veduta, dopo che mi sarò confrontato con il comitato organizzatore e il Comune di Lucca. Ascolterò comunque qualsiasi suggerimento e consiglio, ma adesso è prematuro affrontare la questione, anche perché sono arrivato a Lucca pochi mesi fa e ancora devo capire molte cose e fare chiarezza su tanti aspetti di questa comunità, a cui mi sono subito affezionato, anche perché mi ricorda parecchio quella della mia Perugia». Resta alla finestra, ma vigile, il nuovo vescovo di Lucca, monsignor Paolo Giulietti che parla dell sua prima Santa Croce. «Mi sto preparando spiritualmente, anche perché sono consapevole dell’importanza di questa festa religiosa, a cui ho già partecipato nel 2003 sfilando in corteo. Oggi lo farò con uno spirito di attenzione diverso. Allora arrivai a Lucca la mattina del 13 settembre, dopo un pellegrinaggio di undici giorni con la confraternita di San Giacomo di Compostela di Perugia, percorrendo oltre 200 chilometri a piedi, attraverso la strada dei Setteponti, Arezzo, Firenze e Pistoia. Stavolta sarà un’altra cosa, un’esperienza fondamentale per la mia missione religiosa, di cui sento la responsabilità. So quanto i lucchesi venerino il Volto Santo e per saperne di più sto leggendo libri interessanti che ho ricevuto in dono».
Sono giorni intensi questi, per il vescovo Giulietti che ancora non ha messo mano al sermone della Santa Croce, ma che sente la necessità di vivere la festività come un incontro ravvicinato con la comunità lucchese. Della quale, in questo periodo, percorrendo il territorio della Diocesi, ha constatato la multiformità «non solo dal punto di vista geografico, ma anche caratteriale, perché ogni zona possiede una sua specificità e ha una diversa visione mentale. Piuttosto ho notato l’ampiezza dell’associazionismo, molto radicato sul territorio, soprattutto nei piccoli centri, cosa che fa onore, perché testimonia l’attenzione ai legami della solidarietà e ai bisogni comunitari. Certo, se l’età media dei volontari fosse più bassa, sarebbe meglio e il tessuto sociale ne trarrebbe vantaggi, ma sono fiducioso perché, se motivati, i giovani possono fare molto e io ho grande fiducia in loro».
Sulla Luminara, il vescovo interviene sulla proposta di sostituire i tradizionali lumini a cera con una moderna illuminazione a led. «Non sono contrario ai cambiamenti - spiega - soprattutto quando portano migliorie, ma non posso esprimere giudizi, se prima non ho visto i risultati. Posso solo dire che oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante e non mi stupirei se fosse capace di simulare l’effetto della fiamma viva, senza farne notare la differenza, lasciandone intatto il fascino. Vedremo, ma non sta a me decidere». E sui giovani, che Giulietti si augura numerosi in processione, aggiunge: «Deve essere vissuta non come una camminata tra amici, ma come un pellegrinaggio spirituale che li aiuti a crescere e a maturare nella fede cristiana». —
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