Italia
Proiettili lasciati dalla guerra fatti brillare a Tassignano
CAPANNORI. Un boato, nella tarda mattinata di ieri, ha fatto sobbalzare la frazione di Tassignano. Un rumore avvertito fino a Capannori, destando tante domande sulla sua origine. Il suono di un’esplosione perché, in effetti, proprio di un’esplosione si era trattato. Un’esplosione però programmata, visto che si trattava di eliminare dei reperti della seconda guerra mondiale emersi da un terreno non lontano dall’aeroporto di Tassignano. In particolare si trattava di proiettili da mitragliatrice, potenzialmente molto pericolosi, ma abbastanza piccoli da poter essere fatti brillare sul posto, senza bisogno di trasportarli in luoghi isolati, tipo cave, come avviene nel caso di ordigni più grossi. E così, ieri poco prima dell’una, gli artificieri hanno fatto esplodere quei proiettili, rendendoli inoffensivi, direttamente sul posto, procedendo quindi alla bonifica dell’area.
L’intervento è stato coordinato dalla prefettura di Lucca e ha richiesto anche la presenza di alcuni militari dei carabinieri di Capannori per sorvegliare la zona.
Un ritrovamento pericoloso ma non insolito da queste parti, come nel resto nel nostro Paese. Ricordi “lasciati” dal passaggio del secondo conflitto mondiale. Restando a Tassignano, nel 2014, era stata ritrovata una bomba d’aereo, del peso di 100 chili, che poi venne fatta brillare in una cava a Pescaglia. Così come, nel 2001, sempre a Tassignano, un’altra bomba venne fatta rinvenuta e fatta esplodere direttamente sul posto.
Di natura completamente diversa invece la scoperta di pochi giorni fa, nel canale del Rogio nella frazione porcarese di Padule, non lontano da qui, dove vennero trovate tre bombe. Si trattava di ordigni (privati della carica esplosiva) che però risalivano alla prima guerra mondiale. Un ritrovamento in quel caso privo di qualunque senso, dal momento che il fronte di guerra si trovava a centinaia di chilometri di distanza. L’ipotesi più probabile è che si trattasse di ordigni appartenuti a qualche collezionista e dei quali eventuali eredi si sono voluti disfare. —
N.N.
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