Il presidio
Morta dopo l’incidente, l’autopsia sarà decisiva. Indagati 46 medici
La donna, 72 anni, abitava all’Arancio dove era conosciutissima. Oltre ai medici, è indagato anche un automobilista
LUCCA. «Stiamo aspettando che ci mettano a disposizione la salma per fare il funerale – dice Guglielmo Franchi –. Le ultime procedure dell’esame del medico legale si sono chiuse nella giornata di ieri e quindi per i funerali ci sarà da aspettare ancora qualche giorno». Sono le parole del cognato di Gabriella Del Magro, 72 anni, conosciutissima all’Arancio, a Lucca. La donna è morta alla vigilia di Ferragosto dopo oltre un mese di agonia. La notizia del suo decesso morte è arrivata a scoppio ritardato, viste la festività e le procedure necessarie dopo l’apertura dell’inchiesta da parte della procura della Repubblica di Pisa.
Se non c’è certezza sulla data delle esequie, è già stabilito dove si terranno: nella chiesa parrocchiale dell’Arancio, a pochi passi da viale Cadorna, dove Gabriella abitava con il secondo marito Piero Franchi, a sua volta conosciutissimo agente assicurativo. Era frequente vedere Gabriella a piedi o in sella alla sua bicicletta, nelle strade dell’Arancio e di Porta Elisa. Spesso andava all’Esselunga di via Dante Alighieri a fare la spesa. Come quel maledetto pomeriggio di inizio luglio, quando un automobilista l’ha travolta proprio mentre si trovava nei pressi del supermercato, facendola rovinare a terra e battere la testa contro l’asfalto. «Purtroppo – ricostruisce il cognato – da quel momento non ha più ripreso conoscenza. È rimasta in coma a causa di una gravissima emorragia cerebrale». Per diverse settimane, in prognosi riservata, è stata ricoverata all’ospedale San Luca. Poi i sanitari hanno deciso il trasferimento a Cisanello, ma per Gabriella non c’è stato niente da fare.
Non sono soltanto gli abitanti di questo pezzo di periferia di Lucca a piangere Gabriella. Nel dolore sono anche i suoi studenti: per molti anni, infatti, è stata insegnante di inglese in varie scuole medie della Lucchesia. Per la morte dell’ex insegnante sono stati indagati 46 medici. C’è un quarantasettesimo indagato: l’operaio che aveva investito la donna ad un incrocio non rispettando l’obbligo di svolta a destra.
L’autopsia è stata eseguita a Pisa ed erano presenti alcuni consulenti di parte. Venti medici dell’ospedale di Pisa (difesi dall’avvocato Patrizio Pugliese) e ventisei di quello lucchese sono i destinatari dei 46 avvisi di garanzia firmati dal pm Fabio Pelosi. Un atto dovuto per verificare eventuali responsabilità in ragione del fatto che tutti i medici, a vario titolo, sono entrati in contatto con la donna che, in gravi condizioni a causa dell’incidente, era stata ricoverata all’ospedale San Luca di Lucca e poi a quello di Cisanello. «Fondamentale – spiega l’avvocato Pugliese – sarà la relazione del consulente della Procura, sulla cui base il pm deciderà se procedere con eventuali rinvii a giudizio o decidere l’archiviazione». Anche l’avvocato Francesco Frezza di Lucca ritiene che per avere un’idea di quelli che potranno essere gli sviluppi dell’inchiesta bisognerà attendere l’esito dell’autopsia. Nel frattempo sono stati iscritti nel registro degli indagati per il reato di omicidio colposo tutti i medici che si sono presi cura della pensionata, in vista dell’autopsia, accertamento non ripetibile.
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