Meteo
Lucca ricorda la sua Liberazione
Il 5 settembre del 1944 finiva la lunga notte di Lucca, la commemorazione affidata alle testimonianze di chi visse quei giorni
Lucca. Era il 5 settembre del 1944. Praticamente era trascorso quasi un anno esatto dall’8 settembre del 1943 e dal proclama dell’armistizio, che per il nostro Paese avrebbe dovuto segnare la fine della guerra e, invece, segnò l’inizio di un’occupazione sanguinaria. Un ventennio di dittatura, tre anni di guerra e un anno trascorso sotto il giogo nazifascista trovarono fine quel giorno: la notte precedente la città era stata liberata dai partigiani, e quella mattina i soldati americani della 92sima divisione Buffalo varcarono Porta San Pietro, a ratificare che per Lucca la lunga notte era davvero finita. La guerra continuerà, per un altro inverno, al di là della Linea Gotica, che passa a pochi chilometri dalla città. Ma a Lucca si può finalmente ricominciare a pensare al futuro. . Furono momenti di gioia, ma anche momenti di dolore, al pensiero di chi non poté vivere quel giorno, e che per questo non devono però essere dimenticati. Anzi. La memoria di quel periodo, e di come vi si arrivò, deve essere coltivata. Proprio per imparare dalla storia. E così per quest’anno, in occasione del 75° anniversario di quel giorno, è stato deciso di non limitarsi a una semplice e magari “distratta” cerimonia. No, stavolta è stato allestito un programma che, accanto ai momenti commemorativi, vuole far capire il significato di quei giorni, anche attraverso le parole di chi li visse. Un programma lungo più di un mese (dal primo settembre al 5 ottobre), tra incontri, visite, proiezioni, letture, allestito da Comune, Provincia, con Istituto Storico della Resistenza, Anpi, Associazione Toscana Volontari della Libertà, Federazione Italiana Volontari della Libertà, sezione di Ponte a Moriano dell’Istituto Storico e associazione della Linea Gotica della Lucchesia. Eventi che vedranno il ritorno a Lucca di Ivan Houston, che di quel gruppo di soldati americani che varcò Porta San Pietro faceva parte, e che ha sempre mantenuto i contatti con il territorio grazie anche all’associazione Linea Gotica (qui rappresentata da Valerio Giannini e Giulio Cesare Artioli).
«Abbiamo allestito un calendario di eventi per lavorare sul tema della memoria storica – ha detto l’assessore Ilaria Vietina nel presentare l’iniziativa – l’abbiamo fatto muovendoci in due direzioni principali: coinvolgere tutto il territorio e prestando attenzione al vissuto dei testimoni di quei giorni, recuperando le storie dei singoli». In questo senso si annuncia interessante la presentazione del libro “Racconto della mia vita”, di Divo Stagi, preziosa testimonianza diretta degli anni della dittatura prima e della guerra poi. E proprio il “far parlare le persone” è l’impresa cui si sta dedicando l’Istituto Storico della Resistenza, come spiegato da Andrea Ventura, con un lavoro d’archivio sulla formazione partigiana Bonacchi. Sul tema degli “Imi”, gli Internati militari Italiani, sta invece lavorando l’Atvl, ha detto Simonetta Simonetti, anticipando anche la presentazione di una ricerca sul ruolo delle donne lucchesi nel dopoguerra. L’Anpi, ha fatto eco Rosalba Ciucci, in quest’occasione ricorderà l’eccidio di Farneta, mentre la Fvl – ha spiegato Andrea Giannasi – ricorderà i lucchesi deportati in Germania. I giorni del passaggio del fronte saranno al centro del lavoro dell’Istituto Storico, come detto da Daniele Maffei.
A chiudere il ricordo di Vietina per l’ex assessore e grande cultore della memoria storica Walter Ramacciotti, recentemente scomparso. —
[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:cronaca:1.37397201:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/lucca/cronaca/2019/08/30/news/il-programma-delle-iniziative-1.37397201]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
