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Dalle università ai codici rossi: ecco i neolaureati al Pronto soccorso

Gianni Parrini
Dalle università ai codici rossi: ecco i neolaureati al Pronto soccorso

Saranno sei e permetteranno al personale di tirare il fiato. I primi due stanno ultimando la formazione: ecco chi sono

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LUCCA. «L’adrenalina, il tempo che scorre e la necessità di prendere una decisione rapidamente. Una decisione che può salvare una vita umana». A sentirli parlare mentre gli occhi si illuminano per la passione, capisci subito che daranno il massimo nel loro lavoro. Due nuovi medici sono arrivati da qualche settimana al Pronto soccorso dell’ospedale San Luca (altri quattro arriveranno tra settembre e ottobre). Si tratta Alessandro Farro, 31enne originario di Agropoli, laureatosi a Pisa; e di Giacomo Cardella, 37enne lucchese, con alle spalle un’esperienza da pediatra di libera scelta in sostituzione.

Sono due dei neodottori che la Regione ha spedito nelle strutture di emergenza urgenza a corto di personale. Anche se per ora si limitano a osservatore e ad affiancare i tutor, Cardella e Farro sono come una boccata d’aria fresca per il Pronto soccorso del San Luca, che da tempo è in sofferenza. «Cominceremo a respirare – dice la responsabile del Ps Fabiana Frosini – quando tutti e sei i neolaureati a noi assegnati avranno ultimato i due mesi di formazione e potranno essere inseriti nei turni. Ma già averli qui è motivo di sollievo». Sono stati mesi molto duri per il personale della struttura: dei 22 medici previsti in pianta organica, ne erano rimasti solo 14, più un paio di medici del 118. «Non auguro a nessuno di passare quello che abbiamo vissuto qui da maggio a ora – spiega la dottoressa Frosini – Ho dovuto ridurre l’attività di servizio con la chiusura di un ambulatorio. Il modello organizzativo standard è basato sul cosiddetto 6-6-3: sei medici per i turni di mattina e pomeriggio, tre per la notte, divisi tra Pronto soccorso e Obi. Adesso, invece, lavoriamo col 5-5-2,5 perché non abbiamo personale a sufficienza». E per i pochi rimasti sono state settimane di super lavoro: ad agosto c’è chi ha trascorso 21 notti in servizio!

Per questo i nuovi arrivi sono i benvenuti: «Alla fine del periodo di formazione sosterranno una prova e se idonei diverranno operativi a tutti gli effetti per i prossimi 22 mesi – prosegue Frosini – Come sia arrivati a questa situazione? Semplice, i posti nelle scuole di specializzazione in Medicina di urgenza sono pochi: 8 a Pisa, 24 a Firenze e una ventina a Siena. Ogni anno si formano solo una cinquantina di medici di Ps: un numero insufficiente al fabbisogno. Per questo la Regione ha dato il via ai neolaureati».
Cardella e Farro hanno fatto la selezione, l’hanno superata e sono stati assegnati a Lucca. «È un Pronto soccorso valido, con professionisti molto preparati – spiega il dottor Farro – Cosa non scontata trattandosi di un ospedale territoriale. Per il momento ci limitiamo a osservare anche se con il mio tutor, il dottor Gabriele Carmignani, c’è uno scambio continuo di idee sui casi clinici che mi permette di crescere. I codici rossi? Una cosa è studiarli sui libri, un’altra è gestirli in maniera diretta. Ti rendi conto che hai a che fare con la vita delle persone. La gestione del tempo è determinante: devi subito inquadrare la situazione e fare una diagnosi».

Il Pronto soccorso è considerato la prima linea della sanità pubblica, ovvero il posto più complicato in cui lavorare (ma anche il migliore in cui farsi le ossa): «Il mio sogno era diventare chirurgo pediatrico – spiega il dottor Cardella – Ma amo mettermi in gioco: la comfort zone non fa per me. Adesso la cosa più stimolante è imparare un settore nuovo, quello dell’emergenza sull’adulto». In un’epoca in cui tutti, dopo una ricerchina di 5 minuti su Goolge si sentono medici, indossare il camicie e rapportarsi con pazienti saccenti non è semplice. «È vero – concordano i due medici – Talvolta si ha a che fare con gente che non rispetta i ruoli e ignora il grande impegno e il sacrifico di chi lavora in Pronto soccorso. Quando ci sono disagi è per una questione di numeri, raramente di qualità del personale. Chi c’è si fa in quattro per mandare avanti il sistema e spesso deve prendersi insulti e minacce. I cittadini dovrebbero essere informati e capire come stanno le cose».

Come detto altri quattro medici entreranno in servizio a breve: una il 1° settembre, uno il 15 e due il 1° ottobre. Ma non è detto che tutti rimangano: «Alcuni di questi neolaureati hanno fatto le selezioni per essere ammessi al corso di medicina generale o alle scuole di specializzazione – spiega il dotto Ferdinando Cellai, responsabile di tutte le strutture di Emergenza urgenza dell’Asl nord ovest – A breve ci saranno i risultati e qualcuno potrebbero prendere altre strade: per fortuna la lista degli idonei è lunga (72 nominativi) e contiamo di poter sostituire eventuali partenze». —


 

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