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Acquisto o esproprio: due strade per i vivai Testi

Acquisto o esproprio: due strade per i vivai Testi

Il Comune fa valutare il prezzo di mercato dell’area in vista di un’offerta ai proprietari. Altrimenti si forzerà la mano

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lucca. Il Comune torna alla carica sui vivai Testi. Anzi, ex vivai. Visto che lungo viale Carlo del Prete sono rimaste le piante, ma l’attività è ormai da anni ferma. Una nuova puntata del lungo tira e molla fra la famiglia che ha la proprietà dell’ultimo pezzo di spalti rimasto in mano privata e Palazzo Orsetti, che vorrebbe ricostituire l’integrità dell’area fra le Mura e la Circonvallazione.

Il fossato fra le due posizioni, ovviamente, è una questione di soldi. Ai tempi dell’amministrazione Favilla la famiglia Testi fece un’offerta per la vendita che non fu ritenuta congrua. E successivamente le fumate sono rimaste nere.

Ora il Comune ha affidato all’agronomo Francesco Lunardini (fra l’altro già membro del consiglio di amministrazione dell’Opera delle Mura) l’incarico di valutare l’area a prezzi di mercato. Con l’idea di mettere in atto un piano A e un piano B.

La strada maestra, infatti, rimane quella di fare un’offerta al privato e chiudere in maniera bonaria. Con un paio di complicazione. La prima - ovvia - è di convincere i Testi che la cifra offerta è congrua. La seconda è la presenza di altri 6-7 proprietari di piccole particelle di terreno, finora affittate ai vivai (fra i quali l’ex consigliere comunale Roberto Lenzi): tutti dovranno accettare la proposta del Comune. Sembra abbastanza facilmente superabile, invece, la previsione che i comuni non possano acquistare aree che non danno reddito: a Palazzo Orsetti, infatti, si confida sul valore accresciuto del monumento più importante di Lucca riportato alla sua integrità.

Se questa strategia non dovesse andare in porto, c’è sempre la possibilità dell’esproprio. Anche per questa procedura, tuttavia, è necessaria la stima del valore di mercato che sarà effettuata da Lunardini.

Sulla destinazione finale dei Vivai, se e quando torneranno in mano all’amministrazione pubblica, tutto pare stabilito: verrà ricostituito il prato.

In passato, infatti, i Comics avevano ideato un progetto per realizzare una sorta di “basamento” che offrisse la possibilità di ospitare stand della fiera (si pensava ai grandi nomi). Un’ipotesi poi caduta dopo la cosiddetta “Rivoluzione” che portò i padiglioni a conquistare le piazze del centro storico. Né ora, visti i rapporti tesi (eufemismo) tra Comics, Comune e Soprintendenza sembra essere il momento più adatto per riproporre un progetto del genere. —

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