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Sicurezza sulle Mura, la procura chiede altre reti e il Comune esegue
Sono state installate martedì nei punti considerati a rischio. Convenzione con le Belle Arti per gli interventi permanenti
LUCCA. Sicurezza Mura: la procura segnala, il Comune esegue, la Soprintendenza osserva. Ed è così che da un giorno all’altro nuove e inguardabili reti metalliche spuntano sulla passeggiata e i baluardi dell’arborato cerchio e chissà quanto ci resteranno. Una partita delicata si gioca intorno alla (in)sicurezza del monumento simbolo della città, che in attesa di misure definitive assomiglia sempre più a un cantiere stradale. Ma andiamo con ordine.
Nei giorni scorsi l'ispettore della polizia giudiziaria della procura e gli agenti del nucleo Pg edilizia e ambiente della municipale, hanno segnalato ad Antonella Giannini, dirigente dei Lavori pubblici del Comune numerosi punti “a rischio caduta”. Gli ufficiali hanno suggerito la sistemazione di nuove transenne rispetto a quelle collocate durante gli ultimi Comics e di fatto mai rimosse dall’amministrazione, perché nel frattempo – a seguito della caduta di due turisti francesi – il procuratore capo Pietro Suchan ha aperto un fascicolo sulla sicurezza delle Mura. L’indagine ha prodotto avvisi di garanzia nei confronti dei vertici dell’ormai defunta Opera delle Mura e ha lambito il palazzo comunale, dato che due dei tre indagati sono anche dirigenti dell’amministrazione lucchese.
Dopo la segnalazione della procura, il sindaco Alessandro Tambellini ha dovuto fare subito una nuova “ordinanza reti”. «Il Comune – si legge nella nota – per evidenti problemi di forza maggiore, non ha potuto concordare con la Soprintendenza le modalità di attuazione degli interventi». E così ieri le nuove reti sono state sistemate sulla piattaforma San Frediano; sul baluardo e cannoniere del Baluardo San Donato dove l'altezza dei muri è ridotta; sul baluardo San Colombano ai lati della casermetta, sul terrapieno interno delle mura; lungo la ringhiera sul lato interno della passeggiata delle mura al baluardo la Libertà (sopra la sortita Cairoli); sul terrapieno interno delle mura, ai lati della galleria di accesso alla piazza d'armi sud del baluardo San Salvatore e sempre sullo stesso baluardo sulle piazze d'armi e camminamenti superiori; sui parapetti degli orecchioni del Baluardo San Martino.
Per venire incontro alle richieste della procura, già nel dicembre scorso il Comune aveva emanato un’ordinanza che prevede nuove e più stringenti norme di condotta per l’accesso alle Mura. Ad esempio vengono sanciti il divieto di avvicinarsi ai bordi del monumento e l'obbligo di accompagnamento e sorveglianza sui minori di anni 10.
A fronte di questa pletora di divieti il numero di sanzioni elevato è significativo: zero. Le forze dell’ordine – municipale in primis ma anche carabinieri e polizia sono tenuti a far rispettare le ordinanze – non hanno fatto una sola multa. «Si fa opera di prevenzione», dicono dal comando, eppure basta fare un giro di Mura per trovare qualcuno che se ne sta comodamente seduto nelle zone proibite. In questa partita la Soprintendenza fa da spettatrice, anche per non urtare la suscettibilità delle parti. Nei giorni scorsi è stata firmata la convenzione tra Belle Arti e Comune, destinatario di un finanziamento ministeriale da 2 milioni di euro volto ad attuare il piano definitivo di messa in sicurezza. La palla, dunque, ora è in mano all’amministrazione comunale. «Mi auguro che si possa procedere celermente – spiega la soprintendente Angela Acordon – perché quelle reti non sono certamente adeguate alla bellezza delle Mura. Aspettiamo il progetto definitivo, ma gli interventi di cui avevamo parlato sono sostanzialmente tre: risagomatura dei terrapieni, estensione delle ringhiere e introduzione di elementi di dissuasione (alberi, cespugli o altro) nei punti a rischio». —
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