Il presidio
La truffa dei bitcoin corre sull’e-mail Lucchesi raggirati per migliaia di euro
Nella casella di posta elettronica arriva un messaggio da un mittente credibile. Ma non va assolutamente aperto
Lucca. Stanno arrivando anche nella caselle di posta elettronica dei lucchesi. E già alcuni cittadini sono “cascati” nella "truffa del bitcoin", versando migliaia di euro. E ora, per loro, non resta che fare denuncia alla polizia postale e sperare di recuperare almeno parte di quanto perso. Scoperto l’inganno hanno sporto denuncia o fatto segnalazioni in Procura e Questura.
Un raggiro che corre su internet nutrendosi perlopiù dei social, ma usando anche la posta elettronica. Come funziona? Agli utenti arrivano messaggi allettanti come allegati pdf che lanciano l’esca e promettono profitti grazie alla criptovaluta. Si fa leva sul fatto che molti investitori sarebbero diventati milionari con il bitcoin, anche partendo da zero.
«Scopri come migliaia di italiani già guadagnano bitcoin: ora è disponibile per tutti», si legge nelle mail che stanno arrivando in questi giorni in link. C’è poi una link ( "dettagli"): se vi clicchi ti si apre il vorticoso mondo dell’imbroglio, dove chi è in buona fede può trovarsi invischiato.
Nel link, alcuni testi infiocchettano la notizia; vengono poi chiesti soldi per investire. E c’è chi l’ha fatto. In queste settimane a Lucca diversi cittadini hanno fatto "investimenti" (perlomeno li credevano tali) versando migliaia di euro. Hanno ricevuto messaggi per mail o Fb e li hanno aperti. Il mittente rientrava nella lista dei loro contatti, ma in realtà quel nome era solo una copertura per gli hacker. L’indirizzo mail è fasullo: se lo visualizziamo non corrisponde a quello "vero" della persona che conosciamo. Mail di questo tipo - all’ufficio in questione - ne sono arrivate tre: due di persone fisiche, una terza di un ordine professionale; ovviamente tutte e tre fasulle. Consultando i dettagli informatici, l’indirizzo era diverso da quello effettivo dei presunti mittenti, ignari che a loro nome erano spediti messaggi. La fake del bitcoin in questo periodo si è diffusa anche con modalità spettacolari. Gli hacker hanno scelto di sfruttare via via i nomi di Jovanotti, Flavio Briatore, Luigi Di Maio e Beppe Grillo usandoli come esca. Le mail risultavano arrivare da loro per creare credibilità e aprire le porte alla ricchezza, e c’è chi ci è caduto. I loro nomi sono stati usati dai fabbricanti di bufale che invadono le nostre vite - reali e virtuali - per pompare l’uso della criptomoneta. In Lucchesia, ad esempio, sono arrivate mail da parte del blogger Riccardo Fraqnchini, ovviamente completamente estraneo alla vicenda.
L’invito degli inquirenti è prima di tutto quello di non aprire le mail "strane". È fondamentale operare solo con piattaforme sicure, affidabili e oneste. L’unico modo per avere certezza che una piattaforma per investire sul bitcoin sia onesta è quella di verificare che sia autorizzata e regolamentata. —
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