Il presidio
La Del Debbio va al Tar per riavere l’appalto sull’ospedale di Prato
lucca. La prima porta l’hanno bussata al Tar, poi al Consiglio di Stato. E così i tempi per buttare giù l’ex ospedale Misericordia e Dolce di Prato si allungano ancora. L’ultima novità, in questa guerra di ricorsi e contenziosi amministrativi a suon di carte bollate che si trascina da dieci mesi, è il ricorso della ditta Del Debbio di Lucca, capogruppo del secondo blocco classificato nella gara per aggiudicare i lavori. Il ricorso è arrivato il 13 agosto scorso negli uffici legali dell’Asl Toscana Centro. Nei mesi scorsi la Del Debbio s'era rivolta al Tar così come aveva chiamato in causa il Tar la Daf, la prima ditta aggiudicataria. Tutte escluse dall’appalto dell'Asl perché non risultavano idonee per dichiarazioni mendaci in fase di assegnazione. Non era questa l’opinione del Tar che ha accolto il ricorso di Daf e Del Debbio emettendo due sentenze praticamente uguali. In questo intreccio ingarbugliato, intanto l’Asl aveva deciso di affidare i lavori di demolizione al gruppo terzo classificato, capeggiato dalla Rad di Gubbio. Ma anche quest’ultima ha manifestato la volontà di ricorrere contro la nuova assegnazione al Consiglio di Stato (ricorso non ancora depositato). Quello certo è invece il ricorso della Del Debbio che al Consiglio di Stato invoca una sospensiva della decisione del Tar sull'aggiudicazione alla prima classificata. Per effetto delle prime due sentenze del Tar, l’Asl aveva intenzione di procedere a dare l’appalto alla prima classificata, inizialmente esclusa e poi riammessa dal Tar: la Daf. Ma la Del Debbio non ci sta. «Sulla sospensiva la decisione del Consiglio di Stato – fa sapere l’ingegnere Gianluca Gavazzi, direttore area progettazione dell’Asl Toscana Centro – dovrebbe arrivare agli inizi di ottobre». —
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