Il Tirreno

Lucca

sanità e soldi  

Accessi impropri al Pronto soccorso Asl invia 27mila avvisi a chi non ha pagato

Gianni Parrini
Accessi impropri al Pronto soccorso Asl invia 27mila avvisi a chi non ha pagato

Per i codici “non urgenti” è previsto un ticket fino a 50 euro In pochi saldano: l’azienda deve recuperare 296mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





Gianni Parrini

LUCCA. Non è lì che dovrebbero andare, ma si presentano lo stesso, contribuiscono ad allungare le attese e per di più non pagano neppure quanto dovuto. Di che parliamo? Dei cosiddetti “accessi impropri”, ovvero delle persone che si presentano al Pronto soccorso del San Luca senza averne una reale necessità e che pertanto si vedono affibbiare al triage un codice bianco o azzurro. Il significato di quei colori è chiaro: avete sbagliato indirizzo, non c’è nessuna urgenza in atto (verde, giallo e rosso, invece, indicano i casi più gravi). Tali accessi non dovrebbero aver luogo al Pronto soccorso, ma in maniera più appropriata in strutture di cure primarie (medici di famiglia, guardie mediche, specialisti ambulatoriali), invece che in aeree di emergenza. Ma tant’è. Spesso le persone si fanno prendere dal panico o sono gli stessi medici di famiglia che li indirizzano verso l’ospedale. Ed è anche per tale motivo che si creano le code e le attese snervanti al Pronto soccorso, di cui poi tutti si lamentano: in pratica, manca un adeguato filtro in ingresso. Basti pensare che i codici bianchi e azzurri sono un numero considerevole: nel 2017 (ultimo dato disponibile) rappresentavano il 28,73% del totale degli accessi al Pronto soccorso del San Luca. A conti fatti, un utente su quattro non dovrebbe stare lì e così anche le attese diminuirebbero.

Per disincentivare l’arrivo di soggetti con malanni di poco conto è previsto il pagamento di un ticket di 25 euro per chi al triage ottiene un codice bianco o azzurro. Diventano 50 qualora il soggetto sia stato sottoposto anche ad esami diagnostici quali radiografie, Tac, ecc. Fino allo scorso aprile c’erano da pagare altri 10 euro: era il cosiddetto “contributo di digitalizzazione” che l’utente versava per avere il dischetto con gli esami, ma ora questo costo è stato azzerato dalla Regione. Il problema è che molti cittadini il ticket non lo pagano proprio: in queste settimane l’Asl sta inviando gli avvisi bonari di pagamento ai “morosi” degli ultimi cinque anni (termine oltre il quale c’è la prescrizione). Quanti sono? Tantissimi, per la precisione 27.432. Anche la somma da recuperare non è una bazzecola: 296mila euro, soldi che una sanità pubblica spesso costretta ai tagli potrebbe reinvestire in servizi, macchinari e personale.

Sulla questione degli accessi impropri Il Tirreno ha interpellato la dottoressa Fabiana Frosini, responsabile del Pronto soccorso del San Luca: «I bianchi e gli azzurri identificano patologie di bassa priorità. In pratica questi non sono accessi da Pronto soccorso – spiega la dottoressa Frosini – Di fatto, però, molti utenti non pagano ugualmente il ticket perché hanno un ’esenzione per malattie croniche o altre patologie che li copre in tutte le circostanze. Ad esempio, se un soggetto affetto da diabete viene in Pronto soccorso perché si è schiacciato un dito col martello, anche se gli viene dato il codice bianco non paga perché ha l’esenzione come diabetico. C’è da fare un’altra riflessione: per migliorare il filtro in ingresso bisognerebbe che i medici di famiglia avessero un percorso privilegiato per la diagnostica di primo livello: se avessero la possibilità di fare un’ecografia o una radiografia senza l’iter normale che prevede il passaggio dal Cup, le cose sarebbero più semplici per tutti. Del resto bisogna tenere presente che oggi il paziente non si accontenta più della visita del medico, ma vuole la diagnostica. Per questo vengono in Pronto soccorso: perché qui gli facciamo la radiografia, l’ecografia e tutti gli esami di laboratorio. Magari ci stanno una giornata intera ma alla fine se ne vanno con in mano un quadro chiaro. E risparmiano pure: prenotando gli stessi esami con il Cup spenderebbero sicuramente più dei 50 euro previsti per i codici bianchi o azzurri. Sono commenti – conclude la dottoressa Frosini – che sento spesso fare ai pazienti, purtroppo va così». Ed è anche su questi aspetti che bisogna riflettere e lavorare per migliorare il Pronto soccorso. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web