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Vuole i soldi per l’alcol Minacce e botte alla madre: arrestato
Il trentacinquenne è stato bloccato dalla polizia dopo aver sfasciato l’abitazione rompendo piatti e bicchieri
LUCCA. Per amore del figlio ha sopportato anni di maltrattamenti fatti di minacce, insulti e angherie di ogni tipo. Quel giovane sui trentacinquenne anni, senza un’occupazione e una stabilità affettiva era ormai schiavo dell’alcol. E così da tempo continuava a chiedere soldi alla madre sessantenne per poter consumare compulsivamente superalcolici. La situazione è degenerata nel corso della settimana portando l’alcolista in carcere nel giro di 72 ore con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Un arresto eseguito dalla polizia dopo aver consultato il sostituto procuratore Paola Rizzo e che domani dovrà essere convalidato dal gip Riccardo Nerucci.
I FATTI
L’episodio avviene nella periferia cittadina. Martedì scorso la sessantenne torna da Firenze dove è andata in visita alla figlia. Cerca di entrare in casa, ma la porta è chiusa dall’interno. Il figlio, assuntore di bevande alcoliche con le conseguenze psicofisiche che ne derivano, si è barricato dentro. Non vuole aprire. È palesemente su di giri. E chiede altri soldi per saziare la sua sete che lo sta portando alla deriva. La madre chiama il 113 e sul posto arriva una volante. A fatica gli agenti riescono a convincerlo ad aprire la porta. È palesemente ubriaco e viene condotto al pronto soccorso per smaltire la sbornia.
L’ARRESTO
Tre giorni dopo - venerdì all’ora di pranzo - la scena si ripete. Ma stavolta la situazione degenera. In casa c’è anche la sorella dell’alcolista. L’uomo è fuori controllo. Rompe piatti, bicchieri e suppellettili. E inizia ad inveire e a minacciare di morte la madre impotente e in lacrime di fronte a quella furia. Una volante della polizia piomba in casa e forse impedisce gesti inconsulti ancora più gravi. E a scoperchiare il vaso di Pandora è proprio la sorella del trentacinquenne che racconta agli investigatori una verità inconfessabile: da anni il fratello maltratta la madre e la costringe in continuazione a consegnargli del denaro che lui spende nei bar, nei pub o nei supermercati acquistando bottiglie di superalcolici. Scatta così l’arresto. Ma per il giovane servirebbero centri di recupero ad hoc in grado di curarlo dalla dipendenza dall’alcol. —
Luca Tronchetti
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