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I controlli  

Mancati allacci alla rete fognaria: maxi sanzioni per i furbetti

Gianni Parrini
Mancati allacci alla rete fognaria: maxi sanzioni per i furbetti

Chi non ha provveduto rischia di pagare migliaia di euro tra multa e lavori. Per scovare gli irregolari si incrociano i dati di anagrafe, catasto e gestore

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Mancati allacciamenti alla rete fognaria, chi non ha provveduto rischia una pesante sanzione: le multe vanno da 600 a 3000 euro fuori dai centri urbani e da 6000 a 60mila nelle zone abitate. Da settembre controlli più efficaci grazie all’incrocio delle banche dati di Geal e Comune.

Rete carente

A Lucca si sa, sono numerose le abitazioni non allacciate alla fognatura pubblica. Il motivo? Semplice, la rete fognaria non arriva in molte frazioni del Comune. Basta dare un’occhiata alla mappa presente sul Sit (Sistema territoriale integrato) per rendersene conto: gran parte dell’Oltreserchio, ad esempio, è privo di questa infrastruttura assai meno diffusa della rete idrica dell’acquedotto. I numeri fotografano bene la differente situazione: stando ai dati della relazione annuale di Geal, nel 2018 le utenze allacciate alla rete fognaria sono complessivamente 34.779, mentre quelle collegate all’acquedotto sono 40.827. Circa una famiglia su sei, dunque, scarica le proprie acque nere fuori dalla rete. Alcuni hanno delle fosse biologiche, altri non è dato saperlo. Fatto sta che molti scarichi di gabinetti e rubinetti non finiscono al depuratore di Pontetetto.

Si tratta di una questione annosa per risolvere la quale, in questi ultimi anni Geal ha dato il via a una serie di importanti investimenti sul territorio: Sant’Alessio, Picciorana, Vicopelago (un paio di anni fa) e poi il progetto appena appaltato per la realizzazione del cosiddetto “tubone” che collegherà Nozzano e altre frazioni dell’Oltreserchio con il depuratore di Pontetetto.

I furbetti della fogna

Il problema sorge quando la rete fognaria arriva sul territorio (con investimenti notevoli) ma non seguono gli allacciamenti da parte degli utenti. Non si tratta di fatti episodici: una statistica precisa non c’è ma il fenomeno esiste e crea un significativo danno economico al gestore del servizio idrico, che a fronte di costosi interventi non ottiene il ritorno previsto sia sul fronte delle bollette (con la fognatura si paga una tariffa più alta di quella prevista per la sola rete idrica), sia su quello dell’abbattimento dei costi fissi della depurazione.

Eppure non si tratta di una scelta: allacciarsi alla fognatura è un obbligo. Le abitazioni che si trovano a 200 metri dalla rete fognaria devono collegarsi entro un massimo di due anni dalla realizzazione dell’infrastruttura. «Ogni volta che facciamo i lavori per estendere la rete fognaria – fanno sapere da Geal – informiamo gli utenti della zona e li invitiamo ad allacciarsi subito: in questo modo risparmiano circa 1.500 euro di spese che in caso contrario ricadrebbero direttamente sulle loro teste. Per questo motivo la maggioranza degli utenti accetta». Molti ma non tutti: c’è sempre una piccola parte di cittadini che declina la proposta.

Rischio salassi

A quel punto spetta al Comune, e specificatamente alla polizia municipale, vigilare sulla messa in regola entro i due anni. «Quando si scopre che un’abitazione non è allacciata – spiega l’assessore alla municipale Francesco Raspini – viene fatta l’ordinanza che impone al cittadino di provvedere». I costi per i lavori non sono uno scherzo (qualche migliaio di euro, visto che c’è da aprire e richiudere la strada) in più c’è la sanzione amministrativa. Le multe vanno da 600 a 3.000 euro fuori dai centri urbani (dove il fenomeno è più diffuso) e da 6.000 a 60.000 nelle zone abitate. Senza considerare che gli scarichi irregolari potrebbero dare luogo a un reato ambientale. Insomma, per evitare il salasso conviene mettersi in regola.

Sulle nuove estensioni della fognatura è facile individuare gli irregolari: Geal fa una mappatura degli utenti presenti in zona e segnala subito chi si allaccia e chi no. Il problema riguarda i vecchi casi: «Geal esiste solo dal 1995 – fanno sapere dagli uffici del gestore idrico – Ma quello che è stato fatto negli anni ’70 e ’80 non è semplice da ricostruire». I controlli fanno parte dell’attività ordinaria della polizia municipale, spesso sollecitata dalle segnalazioni dei cittadini o dello stesso gestore. Ma per cercare di migliorare ulteriormente questo servizio a settembre si darà il via a un incrocio ancor più efficace e puntuale dei dati dell’anagrafe, del catasto e degli utenti Geal. Laddove emergano incongruenze si andrà a verificare la situazione. —



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