Il presidio
Il valore di un post e i dibattiti ammuffiti
Diecimila persone. Più altre seimila pochi giorni più tardi. Sono i numeri di “mi piace” raccolti dal disegnatore inglese Karl Kopinski sotto i post di Instagram nei quali lanciava la caccia ai suoi schizzi realizzati su sassi. Una grossa pubblicità per Lucca, a costo zero. Che va a intercettare il mitologico turista di qualità: buon livello culturale, digitalizzato, curioso. Ma, soprattutto, un suggerimento per chi deve fare promozione della città: può bastare davvero poco, un’idea azzeccata, una foto piazzata al momento giusto nel momento giusto, per creare attenzione e curiosità in persone che, in prospettiva, potrebbero essere interessate a una visita (non mordi-e-fuggi) in città. Com’è distante tutto questo dal dibattito dall’odore di muffa che si è sviluppato sui dati del Sole-24 Ore sul tempo libero e sul rapporto fra presenze e arrivi: recriminazioni e ping pong di accuse e repliche sentite (non solo a Lucca) da anni ma che portano a poco o niente. Così come resta tutta da dimostrare (e sia consentito più di un dubbio) l’utilità di strumenti come gli Osservatori turistici di destinazione promosso dalla Regione. Parole altisonanti come le analisi prodotte, ma spesso scarsi risultati pratici. A volte basterebbe avere un’idea. Come la caccia al tesoro ai disegni di Kopinski. —
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