Il presidio
Via Letizia: i residenti intenzionati a diventare comitato
Ieri il faccia a faccia definito costruttivo con il sindaco Gli abitanti chiedono sicurezza e indennizzi per i danni
BAGNI DI LUCCA. È stato un confronto costruttivo, più che uno scontro, il faccia a faccia di ieri mattina in Comune tra il sindaco Paolo Michelini e un gruppo di residenti di via Letizia. Residenti che nei giorni scorsi hanno subito le conseguenze dell’incendio alla sottostante cartiera Pasquini e che, ancora, subiscono disagi per il forte e acre odore di fumo rimasto nelle abitazioni, tra biancheria, abiti, suppellettili e mobili. Una famiglia con una bambina di pochi mesi, è stato spiegato al sindaco, si è momentaneamente trasferita perché, nonostante le finestre chiuse, era impossibile non respirare fumo. E l’odore penetrante non è scomparso nemmeno a quasi una settimana dal rogo.
Dopo un confronto sulle modalità dei soccorsi prestati alla popolazione, in occasione dell’incendio, dal personale del Comune e dalla Croce rossa, e sulle quali resta qualche motivo di dissenzo, la delegazione di cittadini è uscita abbastanza soddisfata dal colloquio con il primo cittadino.
«Abbiamo fatto il possibile e il necessario per garantire la salute dei residenti di via Letizia, che non sono stati abbandonati – ha commentato il sindaco dopo l’incontro – le precauzioni prese sul momento erano quelle giuste. In ogni caso abbiamo ben presente la condizione delle famiglie di via Letizia e stiamo monitorando la situazione per intervenire nella maniera dovuta con i provvedimenti necessari per garantire la salute di tutti».
Intanto i residenti della strada hanno stabilito di incontrarsi di nuovo per formare un comitato che possa sostenere un’azione comune per ottenere sicurezza, ma anche indennizzi per i danni materiali subiti: «Nelle nostre case ancora non si respira – hanno spiegato al sindaco – abbiamo dovuto lavare biancheria, abiti e suppellettili, ma l’odore acre, l’annerimento del mobilio e delle strutture delle case richiedono interventi più radicali per essere rimossi. E in qualche caso ci sono anche danni causati dal calore».
Alcuni residenti si sono anche già consultati con dei legali, ma si rendono conto che le loro rivendicazioni possono essere accolte soprattutto se restano uniti e compatti. Nelle intenzioni dell’eventuale comitato c’è anche quella di chiedere maggior sicurezza in relazione alla presenza di uno stabilimento produttivo vicino alle case. —
Emanuela Ambrogi
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