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Lucca

ponte a serraglio 

Un mercatino del riuso per aiutare chi è in difficoltà

E.A.
Un mercatino del riuso per aiutare chi è in difficoltà

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BAGNI DI LUCCA. Un mercatino del riuso il cui ricavato sarà da destinare, in collaborazione con l’amministrazione comunale, alle 85 famiglie (per un totale di 244 persone) del Comune in stato di indigenza certificata, ma anche un’attività che occuperà più di un fondo in via Vittorio Emanuele, a Ponte a Serraglio, un tempo vivacissima e popolata da una ventina di negozi oggi chiusi.

Ha preso vita domenica l’iniziativa coordinata da Gemma Fazzi, presidente della sezione di Bagni dell’Auser, sostenuta anche dalla rete costituita da Croce Rossa, San Vincenzo de’Paoli, Unità Pastorale di Bagni. In tanti, sindaco Paolo Michelini compreso, ha partecipato al taglio del nastro del mercatino nei locali concessi da privati in comodato di uso e chiamati “Ponte 29”, dal numero civico.

L’attività del mercatino va a integrare la raccolta portata avanti da tempo per i generi alimentari. La “merce” che si trova nel negozio Ponte 29 – non paccottiglia, ma oggetti di qualità e a volte anche di pregio – è stata donata da tante persone che hanno dimostrato la loro solidarietà: «C’è il desiderio e la necessità di aiutare le persone che hanno bisogno, che si unisce anche alla voglia di vedere rinascere Ponte a Serraglio – spiega Fazzi – finora la nostra attività ha avuto il compito di raccogliere i fondi per sostenere progetto “Rete di Solidarietà Alimentare”. Con gli introiti acquistiamo il cibo da distribuire. Ma oggi si compie il primo passo di un percorso più efficace». La valorizzazione di tutto ciò che appare inutile, in disuso, da scartare è il principio fondamentale: «Crediamo che il recupero urbano del Ponte si possa realizzare iniziando con l’utilizzo di alcuni dei vecchi fondi a noi concessi in comodato d’uso dai proprietari. Il 29 è il primo, ma saranno ristrutturati e riaperti anche altri fondi nella stessa via. La riapertura di questo mercato solidale si articola in ambienti separati: uno per i mobili e l’oggettistica, uno per gli abiti, uno per i bambini, uno per il laboratorio tuttofare di recupero e riuso, uno per la festa, la cultura e il gioco». Il progetto è aperto a tutte le persone e associazioni che si vorranno unire. Già oggi in tanti contribuiscono consegnando oggetti da vendere, in buone condizioni, mentre altri si rendono utili con lavori di piccola manutenzione, riordino, trasporto. Tra loro gli amici delle comunità straniere di Bagni di Lucca. —

E.A.

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