Il Tirreno

Lucca

ESTORSIONE SESSUALE 

Finisce nei guai per il ricatto a luci rosse Operaio denuncia l’amante di una notte

Luca Tronchetti

Ai domiciliari finisce una quarantenne che dopo l’incontro hard vuole del denaro o minaccia di rivelare tutto alla moglie

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Gli ingredienti sono quelli tipici della commedia all’italiana. La moglie parte da sola per le vacanze e il marito, che rimane a lavoro in città, durante la temporanea solitudine non riesce a resistere alla tentazione di approfittare dell’occasione fortuita per sedurre una ex conoscente incontrata per caso. Sembra la trama del film cult del regista Billy Wilder «Quando la moglie è in vacanza» datato 1955 che rivelò al mondo la bellezza di Marilyn Monroe.

Ma quella che doveva essere una serata clandestina all’insegna del divertimento senza coinvolgimenti di sorta diventa per l’uomo un incubo. E si trasforma in un’estorsione sessuale. Perché la donna il giorno dopo l’appuntamento hard gli telefona riferendo, senza mezzi termini, di aver filmato le scene di sesso e di essere pronta a mostrarle alla moglie a meno che lui non si decida a sganciare subito dei soldi. Per gli investigatori un ricatto a luci rosse fermato dai carabinieri della Compagnia di Cortile degli Svizzeri e della stazione di Ponte a Moriano che arrestano la donna a cui vengono concessi i domiciliari.

I FATTI

Nei guai finisce una quarantaduenne, disoccupata, originaria di Livorno e residente tra S. Lorenzo e S. Maria del Giudice. Presa in flagranza di reato all’ora e nel luogo dell’appuntamento con l’ex amante - un operaio di 49 anni residente nel Morianese - da cui aveva appena ricevuto le banconote per un importo di 250 euro fissato, per l’accusa, come prezzo del silenzio. Al momento dell’arresto, stando al racconto dei militari, la donna avrebbe cercato di giustificarsi asserendo di non aver mai minacciato nessuno e di aver soltanto ricevuto un prestito. Quei 250 euro gli avrebbe restituiti in tempi rapidi. Una versione che non convince e che sarà vagliata stamani dal giudice delle indagini preliminari Alessandro Trinci alla presenza del legale della donna, l’avvocato Federico Corti. Non è da escludere che dietro questa storia possa celarsi un’altra verità legata al disagio psicologico e ad una difficile situazione economica.

MESSAGGI PERICOLOSI

I carabinieri raccolgono prove che avvalorano la loro tesi accusatoria. Messaggini che nei giorni precedenti all’arresto la giovane donna aveva inviato all’amante di una notte.

Questo il tenore degli sms: «I lavori li paghi e se non paghi il lavoro dico tutto a tua moglie», «Se non paghi la registrazione e il filmato lo do a chi di dovere e poi vediamo cosa accade», «Non aspetto più, domani sono a casa tua e sono già passata ieri per vedere se tua moglie è tornata». Frasi condite da parole decisamente poco british . Per la procura - indagine del sostituto procuratore Enrico Corucci - conversazioni esplicite e sufficienti per ipotizzare l’estorsione sessuale.

INCONTRO GALEOTTO

L’operaio non ha pensato minimamente alle possibili conseguenze della sua condotta quando in un bar ha incontrato una sua vecchia conoscenza. Solo in casa, con la consorte in vacanza in Marocco, l’operaio ha provato l’approccio. Prima offrendo alla donna un aperitivo e poi invitandola a cena. Due richieste accettate di buon grado dalla single quarantenne rafforzando il desiderio sessuale dell’operaio che ha concluso la serata in camera da letto.

RISVEGLIO DA INCUBO

Ma ben presto il sogno dell’adulterio divenuto realtà si trasforma nel peggiore degli incubi. Prima gli sms, poi le telefonate con richiesta di denaro per evitare la divulgazione del filmato hard e infine, quando l’operaio non risponde al telefono o ai messaggi, l’arrivo a casa dell’amante per ricordargli le sue intenzioni. Terrorizzato dal rientro imminente della moglie e dalla persecuzione ricattatoria, all’operaio non rimane che rivolgersi ai carabinieri fingendo di cedere alle richieste estorsive in modo da farla cadere in trappola . — ì

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