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«Lasciati da soli in mezzo al fumo»
La protesta dei residenti di via Letizia: oggi l’incontro con il sindaco per chiedere più tutele per la propria salute
. Incontro questa mattina in Comune per valutare la situazione della dozzina di nuclei familiari che risiedono in via Letizia, davanti alla cartiera Pasquini, dove una settimana fa si è verificato un incendio di grandi proporzioni che ha distrutto le balle di carta ammassate nel piazzale dello stabilimento.
Un incendio accompagnato da un’ondata di calore e da un fumo denso, per difendersi dal quale – sostengono i residenti – non poteva essere sufficiente tenere le finestre chiuse. Oltretutto un incendio e un’emissione di fumo che è andata avanti a lungo, visto che i focolai hanno continuato a diffondersi all’interno delle balle, che per questo motivo sono state aperte e inondate d’acqua una per una. Sul posto, subito dopo il propagarsi delle fiamme, oltre ai vigili del fuoco erano arrivati amministratori comunali, responsabili della protezione civile e anche il personale della Croce Rossa di Bagni di Lucca. Era stata emessa anche un’ordinanza, che invitava i residenti delle case di fronte alla fabbrica a non uscire e, soprattutto, a tenere chiuse le finestre.
Al di là della questione danni tirata in ballo da alcuni residenti, che stanno valutando l’impatto del calore e del fumo sulle loro abitazioni, è palpabile il malumore di queste persone, che ritengono di non essere state adeguatamente assistite durante e dopo l’incendio. Per questo alcuni residenti stamani si incontreranno col sindaco per chiarire l’accaduto e, soprattutto, per avere garanzie per il futuro. Se c’è chi assicura di essere stato telefonicamente informato dal Comune sul come comportarsi nella circostanza, c’è anche chi sostiene di non essere stato contattato da nessuno, e di trovare singolare che il contenuto dell’ordinanza comunale non sia stato pubblicizzato con altri mezzi, oltre che su Internet.
Ma tra i residenti c’è anche chi, come Alfredo Morganti critica duramente il modo in cui è stata gestita l’emergenza: «Io sono costretto a tenere l’ossigeno. È facile immaginare in quale situazione mi sono trovato. Tenere chiuse le finestre non può proteggere completamente dal fumo acre e tantomeno dal calore. È stato un disastro. Fortunatamente non ero solo. Con me c’era mia moglie Mariella che ha fatto il possibile per idratarmi e mantenere la calma. Dalla finestra abbiamo visto gente del Comune sotto casa, ma posso assicurare che da noi non si è fatto vivo nessuno. Né qualcuno si è degnato di presentarsi nei giorni successivi, almeno per sapere se eravamo vivi o morti».
Un altro residente osserva come alle famiglie delle case di fronte alla cartiera non sia stata riservata attenzione: «Almeno ai dipendenti della fabbrica e ai vigili del fuoco impegnati nell’opera di spegnimento un po’ d’acqua da parte dei volontari della Croce Rossa è stata portata».
In via Letizia, nelle case di fronte alla cartiera, abitano anche bambini e persone anziane, alcune delle quali con problemi deambulatori. L’incontro di stamani sarà l’occasione per chiarire se, come sostiene l’amministrazione comunale è stato fatto tutto quello che era necessario per tutelare la salute dei residenti, e soprattutto se e quali eventuali provvedimenti siano ancora da prendere. —
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