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«Nessun ritardo ma dati sbagliati Si è passati da 36 a 9 giorni»
CAPANNORI. Ritardi dell’amministrazione nei pagamenti? Un’analisi basata su dati non aggiornati. Così l’assessore al bilancio di Capannori Ilaria Carmassi interviene sulla questione che era stata sollevata da Fratelli d’Italia.
Da parte del Comune si evidenzia come i dati pubblicati dal Ministero sul pagamento delle fatture ricevute nel 2018 non siano da considerarsi rispondenti alla situazione attuale («Nel trimestre in corso, grazie a miglioramenti gestionali promossi dall’amministrazione Menesini, il ritardo medio è sceso a 9 giorni e mezzo contro i quasi 36 del quarto trimestre 2018»), mentre i numeri pubblicati dal Mef, che indicano in 72 i giorni di ritardo, «non sono e da considerarsi affidabili in quanto riguardano il periodo di transizione fra il vecchio e il nuovo sistema nuovo sistema di comunicazione istantanea delle informazioni relative ai pagamenti della pubblica amministrazione».
«Le tempestività dei pagamenti verso i nostri fornitori è una tematica che ci sta particolarmente a cuore – è l’intervento di Ilaria Carmassi – perché è di vitale importanza per le imprese, sopratutto quelle di medie e piccole dimensioni. La nostra amministrazione ha da tempo avviato un percorso virtuoso che oggi ci consente di essere molto più veloci rispetto a nemmeno un anno fa. È stato possibile raggiungere questo risultato grazie ad alcune novità che abbiamo apportato, ad esempio aderendo al consorzio regionale Cet, che ci consente di ricevere raggruppate alcune tipologie di fatture, semplificando il lavoro con vantaggi tangibili sull’efficacia. Abbiamo inoltre apportato miglioramenti nelle procedure gestionali interne che, unite alle capacità professionali dei nostri uffici, ci hanno permesso di compiere un salto di qualità. Vogliamo comunque arrivare a pagare senza alcun giorno di ritardo; proseguendo su questa strada potremo raggiungere l’obiettivo».
Per quanto riguarda l’elaborazione del Mef di tutto il 2018, da parte dell’amministrazione si sottolinea come la stessa, oltre a essere riferita a oltre quattro mesi fa, «può essere considerata attendibile solo per quanto riguarda il numero delle fatture ricevute e l’importo totale, mentre non lo è per gli altri dati». La percentuale di fatture pagate e il relativo importo, viene spiegato, costituiscono per Capannori un dato affidabile solo a partire dal primo luglio 2018, data in cui per i Comuni fra i 60 e i 10 mila abitanti è entrato in funzione il nuovo sistema di interscambio delle fatture elettroniche (il Siope plus).
«Il dato dei giorni di pagamento medi dalla data di emissione è incompleto – chiude la nota – perché non comprende le fatture il cui pagamento non è stato acquisito in automatico dal sistema (quindi prima del prima luglio 2018) oppure non sono state aggiunte manualmente dall’Ente. Infine sul tempo medio di distanza fra il pagamento e la data di scadenza della fattura, va fatto notare come non sia esattamente la differenza fra i giorni di pagamento medi e i 30 giorni di scadenza dall’emissione. Alcune fatture vengono infatti erroneamente emesse con “pagamento a vista” da parte dei fornitore, per cui generano giorni di ritardo anche quando pagate ben prima dei 30 giorni; alcune fatture, inoltre, vengono emesse dal fornitore con scadenza superiore ai 30 giorni». —
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