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Dall’ex commessa alla pensionanda Le storie di chi ha avuto il posto fisso

Rossella Lucchesi
Dall’ex commessa alla pensionanda Le storie di chi ha avuto il posto fisso

Iniziate le procedure per l’immissione in ruolo. Ma c’è chi ha rinunciato: «Troppo lontano da casa»

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Sono arrivate da tutta la provincia di Lucca. E anche da Massa le neoassunte a ruolo di docenti nelle scuole materne ed elementari del territorio che prenderanno servizio all’inizio di questo anno scolastico, spesso accompagnate da mariti e compagni. Tutte donne, tranne uno. Dario Chironi, un giovane viareggino pieno di entusiasmo per questa nuova avventura sulla quale ha investito molto, dopo una lunga esperienza come educatore in strutture per pazienti psichiatrici adulti. La sua destinazione è la primaria di Massarosa dove farà sostegno ai bambini.

Tra i presenti anche una “quasi pensionata”: Rosita Bambini di Valgiano che a sessant’anni, dopo un percorso lavorativo in alcune aziende private e sette anni di incarichi nelle scuole primarie e dell’infanzia del territorio, è riuscita ad aggiudicarsi l’agognata cattedra. Alla quale, a questo punto, forse preferirà la pensione.

Le operazioni di immissione in ruolo si sono svolte ieri all’Itc Carrara per i 126 nuovi docenti che hanno atteso con trepidazione la chiamata della commissione per l’assegnazione delle cattedre. Volti illuminati dalla luce della speranza (con un lavoro fisso cambiano molte cose e si possono fare tanti progetti) che però in tre casi si sono rabbuiati, decidendo addirittura di rinunciare all’incarico. Per motivi di distanza, hanno spiegato le rinunciatarie, madri di famiglia «che, non accettando il posto in Mediavalle e Garfagnana, perché ritenuto troppo distante da casa. Hanno perso una grande occasione, opportunità più unica che rara in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo che merita certo qualche sacrificio» commenta la provveditrice Donatella Buonriposi che ha introdotto i lavori: «Vi aspetta una missione impegnativa e piena di responsabilità perché dovete formare la società del domani e, da pubblici ufficiali quali siete, siete chiamati a rispettare le norme di legge e talvolta gestire situazioni molto complicate».

È nel mondo della scuola dal 2003 Beatrice Petri di Lucca, da tre anni nel sostegno con riserva. Ma da oggi tutto cambia. «Finalmente ce l’ho fatta, esclama, ho raggiunto il mio obiettivo e sono persino riuscita a rimanere a Capannori, dove ritroverò molti miei alunni». Dopo dieci anni di precariato, due di ruolo e una specializzazione, Alessia Cuccheddu di Viareggio potrà finalmente insegnare sostegno, ma lamenta la scarsità di posti a ruolo per il personale specializzato.

Non riesce a contenere l’emozione Claudia Tambellini di San Concordio che per sei anni ha avuto soltanto incarichi annuali negli istituti comprensivi Lucca 2 e 3 e oggi è al settimo cielo perché è riuscita ad entrare al comprensivo don Aldo Mei che per lei era un sogno. Alessia Fantoni si è alzata all’alba per arrivare da Massa a Lucca, accompagnata dal marito Alessio e dai figli Angelica e Federico. Per la famiglia questo è un giorno di festa «la svolta che aspettavo, per fortuna arrivata prima del previsto» afferma la giovane insegnante che fino a tre anni fa faceva la commessa in un negozio di abbigliamento, ma intanto studiava e si laureava in scienze della formazione primaria. Insegna da 15 anni nelle scuole della Versilia, ma da settembre Francesca Giannecchini si trasferirà a Pescaglia. È raggiante anche Maria Ilaria Fontanini di Piazza al Serchio che ha ricevuto l’avviso di assunzione due giorni prima di Ferragosto, dopo anni di precariato ed è riuscita ad aggiudicarsi la cattedra vicino a casa.

«Se non fosse per mia figlia, anche lei insegnante e per fortuna di ruolo, forse non avrei avuto gli stimoli giusti per compiere questo passo che oggi mi ricompensa con l’assunzione, anche se tardiva» dichiara Simonetta Pierucci di Camaiore, che per dieci anni ha peregrinato in diverse scuole primarie e dell’infanzia della provincia, dedicandosi al sostegno negli ultimi tempi. —

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