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Ex Gesam, comitato «pronto a tutto»

Ex Gesam, comitato «pronto a tutto»

L’associazione di quartiere chiede un tavolo con il Comune e annuncia battaglia contro «una colata di cemento»

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lucca. Chiedono un tavolo sul progetto per l’ex Gesam. E, allo stesso tempo, annunciano di essere pronti a utilizzare «tutti i mezzi possibili» per evitare un’altra «colata di cemento».

È l’avviso che arriva a palazzo Orsetti dal Comitato per San Concordio, che ricorda come il consigliere Daniele Bianucci, a dnome della maggioranza, il 12 agosto scorso si sia «impegnato a “lavorare insieme per migliorare i progetti previsti a S.Concordio”. Non vediamo l’ora di metterci ad un tavolo con l’amministrazione, anche se la volontà di coinvolgere i cittadini è finora rimasta lettera morta, considerato che il progetto per l’area ex Gesam sta per essere appaltato e in tre anni di gestazione non è mai stato condiviso e nemmeno mai presentato pubblicamente alla cittadinanza. Ci aspettiamo pertanto di essere convocati prestissimo, dato che le buste con le offerte dell’appalto verranno aperte il 21 di agosto».

Le posizioni del comitato sono chiare: «Bene ha fatto il Comune ha individuare l’area Gesam come destinataria dei fondi per le periferie, perché questa area è un “nodo irrisolto” della riqualificazione del quartiere di S.Concordio, ma l’intervento edilizio proposto, quello della “Piazza Coperta”, cofinanziato con 6 milioni di euro, è l’opposto di una riqualificazione. È inaccettabile che la nuova costruzione sia più alta e abbia più volume dell’originario Steccone che era alto m.13,50, mentre la “Piazza Coperta” supera in altezza i 16 metri. È inaccettabile che la nuova costruzione seppellisca definitivamente sotto tonnellate di cemento le strutture murarie della darsena e del Porto riportate alla luce nel 2009. È inaccettabile l’accanimento a voler recuperare a tutti i costi il “cassone interrato” dello Steccone, da 10 anni pieno d’acqua, ben 3milioni e 800.000 litri che gli danno il peso per contrastare la sottospinta della falda che senza quel peso lo solleverebbe».

Le richieste per migliorare il progetto della “Piazza Coperta” «sono state espresse nel Consiglio Comunale e nella petizione che è stata protocollata in Comune il mese scorso, e alla quale speriamo l’Amministrazione voglia rispondere prima di aggiudicare l’appalto: non cementificare sopra le “bitte” e le strutture murarie della darsena riportate alla luce dagli scavi archeologici; portare a termine quegli scavi, concludendo l’indagine sulla darsena e allargandola al bacino vero e proprio del Porto; abbassare le altezze e diminuire i volumi, perchè un edificio di 16 metri in quella zona è del tutto fuori misura; eliminare la enorme tettoia metallica; riaprire un piccolo tratto del canale Formica, all’interno dell’area ex Gesam, sul modello dei fossi lucchesi.Aspettiamo quindi fiduciosi una convocazione, e chiediamo, come dimostrazione di buona volontà da parte del Comune, di fermare la procedura di appalto in mano all’ ERP, in particolare l’apertura delle buste con le offerte prevista per il 21 agosto. Nel caso che l’Amministrazione non voglia o non sia in grado di modificare sostanzialmente il progetto della Piazza Coperta, crediamo sia opportuno che lo revochi in autotutela, perché i cittadini di S.Concordio, col conforto dell’opinione pubblica di tutta la città, non possono permettere una colata di cemento così grande e irreversibile sul sito del Porto, che è la maggiore gloria del loro quartiere, e la impediranno con tutti i mezzi possibili». —



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