Il presidio
Compenso agli assessori, il giallo sulla delibera
Taccini denuncia: approvata e poi ritirata dalla giunta con solo tre membri presenti Riguarda un amministratore nel mirino dell’Anac
coreglia. Un giallo o una svista? La verità, forse, sta nel mezzo. E così, a Coreglia, il consigliere comunale di opposizione, Pietro Taccini, segnala un possibile caso che scuote la giunta Amadei: «Il 3 giugno - spiega Taccini - la giunta comunale, con solo tre membri presenti di cui una ancora oggetto di pronunciamento da parte dell’Anac e del ministero dell’interno circa la sua presunta incompatibilità, adotta un provvedimento che, di fatto, adegua alle norme di legge l’indennità degli amministratori, raddoppiando il compenso spettante proprio all’assessora, potenzialmente incompatibile. Tutto legittimo, la legge lo consente e la giunta, con un numero legale discutibile, lo adotta. Discutibile perché i componenti di quella giunta erano solo in tre, compresa l’assessora; lascio immaginare cosa potrebbe accadere agli atti amministrativi adottati in caso di dichiarata incompatibilità, per conflitto d’interessi, proprio dell’assessora firmataria della delibera. Ricordo che la giunta comunale, nel caso vi fossero solo due componenti presenti, non avrebbe il numero legale per approvare provvedimenti/delibere e quindi tutti gli atti approvati fino a quel momento risulterebbero nulli».
E qui, parte il caso politico: «Considerando quanto accaduto, alcune domande sorgono spontanee - insiste Taccini - perché in giunta erano presenti proprio in tre? Perché solo dopo una settimana la giunta, con tutti i suoi componenti, ad eccezione dell’assessora, di fatto interessata al raddoppio dell’indennità e sub giudice per la sua presunta incompatibilità per conflitto d’interessi, decide di rettificare il provvedimento revocando, di fatto, l’aumento deliberato appena una settimana prima, ripristinando le vecchie regole? Strategie amministrative? Ulteriori autonome valutazioni di opportunità? Ordini superiori, magari di partito?». Il consigliere vuol vederci chiaro: "In fondo il provvedimento era legittimo; perché il sindaco e la Giunta tornano sui loro passi, dopo appena una settimana, e si autosconfessano su quanto deciso sette giorni prima?». —
Nicola Bellanova
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