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la cerimonia 

Ricordato il sacrificio dei Martiri lunatesi

Ricordato il sacrificio dei Martiri lunatesi

Il 16 agosto del 1944 gli arresti da parte dei soldati tedeschi Poi la fucilazione: tra loro anche il parroco e il viceparroco

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CAPANNORI. Settantacinque anni fa, il 16 agosto 1944, alcuni cittadini di Lunata organizzatori di un gruppo di resistenza, fra cui il parroco don Angelo Unti e il vice parroco don Giorgio Bigongiari, furono arrestati dai nazisti e successivamente uccisi. Proprio in memoria dei “Martiri Lunatesi” ieri l’amministrazione Menesini ha deposto una corona al monumento che si trova nel piazzale della chiesa del paese. Erano presenti la consigliera comunale Silvana Pisani, il parroco don Franco Cerri, la presidentessa dei donatori di sangue Fratres di Lunata Lara Pacini, rappresentanti del gruppo di Capannori dell’Associazione nazionale alpini e cittadini.

«Una drammatica pagina nella storia di Lunata e di tutto il territorio – ha detto Silvana Pisani – settantacinque anni fa la barbarie nazista si manifestò con tutto il proprio orrore, strappando la vita a uomini che erano impegnati a lottare per affermare i valori della democrazia. Come amministrazione comunale siamo da tempo impegnati a mantenerne viva la memoria affinché vicende come questa non si ripetano mai più. Un obiettivo, il nostro, che portiamo avanti grazie al progetto “Via della Memoria” rivolto a tutta la popolazione e in particolar modo agli studenti. È infatti fondamentale il coinvolgimento delle nuove generazioni. Visto il particolare anniversario l’amministrazione comunale sta inoltre lavorando a un evento pubblico, in programma nella prima quindicina del mese di settembre, per ricordare tutti i Martiri Lunatesi».

La mattina del 16 agosto 1944 i soldati tedeschi con il parroco e il vice parroco di Lunata arrestarono e altri giovani nove paesani. I lunatesi furono condotti a Nozzano Castello e rinchiusi nella scuola elementare, trasformata in carcere dagli uomini della sedicesima Divisione “Reichsführer-SS”, la stessa responsabile quattro giorni prima della strage di Sant’Anna di Stazzema. Nei giorni seguenti altri tre uomini e una donna di Lunata furono condotti a Nozzano. I lunatesi furono sottoposti a interrogatori e torture poi il 29 agosto dieci di loro furono portati e fucilati a Filettole, mentre altri furono trasferiti a Lucca e poi nel carcere del Castello Malaspina a Massa, dove il 10 settembre, nel corso della strage delle Fosse del Frigido venne ucciso don Giorgio Bigongiari. Solo tre dei lunatesi rastrellati riuscirono a salvarsi. In memoria dei “Martiri Lunatesi” sul piazzale della chiesa si trova un monumento con questa epigrafe: “Vittime dell’odio, essi invocano amore. Travolti dal turbine della guerra, essi chiedono pace”. —

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