Il presidio
Ferragosto non sorride agli addetti ai lavori
Gli operatori del settore lamentano un calo di prenotazioni «I turisti ci sono, ma preferiscono il low cost alla qualità»
lucca. Eppure, passeggiando per le vie della città, le strade sono piene di gente. Ma – ascoltando le parole degli addetti ai lavori – il turismo proprio non decolla. Neppure per il Ponte di Ferragosto. Forse per “colpa” di un turismo sempre di «minor qualità». «O dei proprietari degli appartamenti che offrono affitti a prezzi sempre più stracciati, anche per una sola notte». Pietro Bonino, presidente di Federalberghi Lucca, non le manda a dire. «La stagione, per noi albergatori, è partita a rilento – precisa –. E, sulla scia di questo trend, anche il numero di prenotazioni è inferiore rispetto all’anno scorso». «Tuttavia non è un problema legato alla mancanza dei turisti – prosegue Bonini –. Piuttosto ai tanti che scelgono di pernottare negli appartamenti, anziché in hotel. Una piaga per cui ci vuole, al più presto, un regolamento stringente: come in Olanda o in Germania». «Queste strutture – aggiunge il presidente di Federalberghi –, infatti, sono in diretta concorrenza con noi. Con la differenza che non hanno dipendenti da pagare e non subiscono nemmeno controlli. Abbassano i prezzi e, in questo modo, mettono in crisi il mondo alberghiero». E anche sul fronte della ristorazione, la situazione non appare più rosea. «È un turismo sempre di qualità più bassa – precisa Benedetto Stefani, presidente provinciale di Fipe ristoratori Confcommercio –. Negli anni scorsi, sono state aperte tantissime attività di basso livello che non fanno altro che allontanare, invece, il turismo che per tanto tempo ha caratterizzato la nostra città: quello dell’élite». «Ci tengo a ricordare, infatti – aggiunge Stefani –, che la qualità, innanzitutto, deve essere offerta dagli operatori del settore, a partire dal servizio e dal cibo di prima scelta. Tutto il resto non è nient’altro che una conseguenza». «In ogni caso – sottolinea Stefani – la maggior parte dei ristoratori non conserva più, dentro di sé, un sogno a lungo termine. Vogliono il “tutto e subito”, ma così non può funzionare».
Una situazione, questa, che si ripercuote anche sui negozi del centro cittadino. Come spiega Matteo Pomini, presidente del Centro commerciale Città di Lucca di Confcommercio. «I numeri sono in calo, rispetto al Ponte di Ferragosto dell’anno scorso – conclude –. I turisti ci sono, ma comprano poco e spendono ancora meno. Per fortuna continuano ad acquistare i clienti del luogo».
Urge, a questo punto, una soluzione per risolevvare quello che, per tanto tempo, è stato il settore trainante per la città. –
M. T.
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