Il Tirreno

Lucca

un percorso a ostacoli 

Due contratti saltati in 5 anni. Il sindaco: «Il progetto non cambia»

Barbara Antoni

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lucca. Una decisione sofferta, ma necessaria. È stata l’Ati Aspera (costituita da Martinelli Impianti srl, Rama srl, Ing. Michele Bianchi & c. srl) a fare il passo decisivo per la rescissione del contratto. Lo ha fatto protocollando, il 7 agosto, una nota nella quale rappresentava la propria irrevocabile decisione di voler chiedere la rescissione del contratto sottoscritto con il Comune nell’ottobre 2017 per il venir meno delle “condizioni contrattuali”, imputando all’amministrazione una serie di rregolarità quali, come si legge negli atti, mancanza di autorizzazioni allo svolgimento dei lavori e inadempienze delle retribuzioni. Accuse che l’amministrazione ha subito rinviato al mittente, presentando nell’immediato una serie di atti che comprovavano le retribuzioni effettuate e la presenza delle autorizzazioni allo svolgimento dei lavori. E contestando il ritardo nei lavori: Aspera avrebbe dovuto chiudere il cantiere il 25 febbraio 2019.

È il secondo appalto che salta per l’ex Manifattura: il primo era stato quello vinto dall’Ati Unieco a luglio 2014 e rescisso ad aprile 2017, quando la società mandataria Unieco soc. coop. fu posta in liquidazione coatta amministrativa.

Una decisione ferragostana pesante ma necessaria per l’amministrazione. «C’è adesso da valutare cosa rimane da fare nel cantiere - spiega il sindaco Alessandro Tambellini -. È chiaro che tutto dovrà essere ben definito». Ma allo stesso tempo il sindaco assicura che «l’impianto complessivo del progetto di recupero dell’ex Manifattura rimarrà quello che è, non verrà apportata alcuna modifica». —

Barbara Antoni

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