Le esequie nel giorno del santo dei maestri
lucca. San Cassiano, che si festeggia il 13 agosto, è il protettore dei maestri d’Italia. E ieri – per una strana ironia della sorte – nella parrocchia dove si sono celebrate le esequie del preside Cesare Lazzari, San Cassiano a Vico, appunto, era festa.
E così i sacerdoti e i diaconi che hanno concelebrato la messa hanno indossato, ieri pomeriggio, i paramenti liturgici rossi, anziché quelli violacei. Il colore rosso simboleggia la passione di Cristo e il sangue versato nel martirio da lui e dai santi, proprio come San Cassiano di Imola. «San Cassiano – spiega don Ilario Bartolomei – non era un papa o un vescovo. Era un maestro di Imola che, al tempo delle persecuzioni, fu denunciato da alcuni cittadini come autore di una nuova religione: il cristianesimo. Ma lui, durante il processo, non ha voluto rinnegare la propria fede e convertirsi al paganesimo. La sentenza, allora, fu senza appello: San Cassiano fu condannato a morte». «Una morte strana, per la verità – conclude don Ilario –: i giudici fecero eseguire la pena ai suoi studenti, costringendoli a lanciargli contro gli strumenti usati, a quel tempo, per la scrittura. Fu ferito mortalmente, e morì. Ma mai rinnegò la propria fede, neppure in punto di morte». –
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