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Lucca

DAL GUP  

Spaccio di droga in centro, Condannato a 4 anni e mezzo

Spaccio di droga in centro, Condannato a 4 anni e mezzo

Pusher albanese incastrato dalla polizia grazie alle intercettazioni telefoniche  Nei guai anche la giovanissima fidanzata lucchese accusata di due episodi  

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LUCCA. Partite di Fifa alla playstation, caffé, bevute. Un linguaggio codificato utilizzato dal pusher del centro storico durante le telefonate con i clienti - commercianti, professionisti, operai e studenti tra cui diverse giovani donne - per accordarsi sul luogo e sull’ora in cui doveva avvenire lo scambio droga-soldi. La squadra Mobile nel maggio dello scorso anno, al termine di un’indagine iniziata nel 2016, aveva incastrato Meriklant Djaloshi, 39 anni, albanese, un consistente curriculum vitae riguardo alla detenzione e allo spaccio di stupefacenti. Djaloshi era finito in manette e, a distanza di oltre un anno, resta detenuto in carcere. In una delle ultime udienze preliminari del gup Alessandro Trinci, il pusher albanese è stato condannato a 4 anni e mezzo di reclusione per un giro di droga, in particolare cocaina, avvenuto in prevalenza nel centro cittadino. All’ex barista la procura aveva contestato numerose consegne di «polvere bianca». Ogni volta che veniva raggiunto da una telefonata di un cliente usciva di casa e consegnava a domicilio la partita di droga usando la propria vettura.

E per sviare i sospetti al telefono parlava con l’interlocutore che sarebbe uscito a una certa ora per «prendere un caffé», «bere qualcosa al bar» o andare a giocare «le partite con playstation Fifa». Assieme all’albanese è stata condannata a 4 mesi e 20 giorni di reclusione la sua ex fidanzata: una ragazza di 24 anni residente a Lucca. Era imputata dello stesso reato, ma la procura e la polizia le contestavano soltanto due episodi (quindi il V comma dell’articolo 73, l’ipotesi più lieve della detenzione ai fini di spaccio): uno commesso in compagnia dell’allora fidanzato e l’altro in sua sostituzione. Si ricorda che l’ipotesi di lieve tenuità del fatto relativamente allo spaccio di stupefacente è desumibile non solo dal dato quantitativo e qualitativo della droga, ma anche da tutti gli altri parametri della condotta che dev’essere valutata globalmente così come concretamente manifestatasi. Quindi di fronte ad uno spaccio continuo di Djaloshi - che venne arrestato dalla polizia in borghese il 24 maggio 2018 durante un controllo in centro mentre litigava con un cliente che voleva altre dosi senza aver pagato le precedenti - il comportamento tenuto dalla ragazza è decisamente più lieve. —

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