Il Tirreno

Lucca

braccio di ferro 

Ex chiesa del Carmine, botta e risposta tra Minniti e Tambellini

Per il consigliere della Lega la Iglesia ni Cristo che vuole l’ex convento è una “setta” Il sindaco: «L’ultima volta l’eresia è comparsa nel 500»

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lucca. Botta e risposta tra il consigliere comunale della Lega, Giovanni Minniti e il sindaco Alessandro Tambellini. La querelle vede al centro l’interesse, da parte della comunità filippina, all’acquisto dell’Ex chiesa del Carmine per la celebrazione dei riti religiosa della Iglesia ni Cristo. La prima a intervenire sulla questione è stata Confartigianatoche ha espresso dei dubbi, temendo per l’identità della città. «Quella che l’amministrazionechiama genericamente comunità filippina interessata all’acquisto del Carmine – scrive Minniti – è in realtà una setta eretica che nega la divinità di Cristo e dello Spirito Santo. È sufficiente andare su internet per documentarsi sulle finalità della cosiddetta comunità vigorosamente difesa con toni sprezzanti e arroganti». «Aggiungo la preoccupazione per i problemi di ordine pubblico che si verificherebbero in città con l’afflusso incontrollato degli adepti della setta – prosegue Minniti – di cui dovrebbero essere verificate le fonti di finanziamento considerata l’entità degli investimenti richiesti per la riqualificazione del complesso del Carmine». «Tambellini – prosegue il consigliere della Lega – si è fatto queste domande? Non credo e questo è segno di poco senso di responsabilità così come evidenziato dal fatto di addossare a Confartigianato colpe che sono soltanto di un’amministrazione incapace di governare e realizzare i progetti per la riqualificazione del territorio comunale».

«Questa – conclude Minniti – è l’ulteriore riprova che l’amministrazione Tambellini arranca nella più totale mancanza di progettualità. Il Carmine è un simbolo della città e deve restare lucchese».

E ora, a intervenire sulla sua pagina Facebook, è il sindaco Tambellini. «È almeno dalla seconda metà del’500 che “l’eresia” non non si manifestava a Lucca – scrive –. E che sia tornata oggi mi preoccupa. Ricordo che i nostri saggi governanti del passato regolarono la questione senza che mai che il Tribunale dell’inquisizione mettesse piede a Lucca. Ora invece sembra che un movimento inquisitorio serpeggi nella nostra città e riconosca la matrice eretica della Chiesa filippina». «Sarà che il vecchio film “L’Esorcista” passato in tv – prosegue il primo cittadino – abbia indotto alcuni a frequentare un corso di specializzazione sulla “prassi e ortopratssi delle eresie” di cui non eravamo informati? Dobbiamo attenderci qualche rituale di purificazione rispetto al riconoscimento e alla prevenzione dalla presenza del Maligno? ». «Noi riconosciamo invece il lavoro prezioso della comunità filippina in mezzo a noi – conclude il sindaco Alessandro Tambellini – e ne rispettiamo le espressioni religiose». —

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