Italia
«Il bisogno di sicurezza cresce: i carabinieri sono indispensabili»
L’Arma in provincia ha 41 presidi, di cui 33 stazioni territoriali, 7 forestali, un nucleo biodiversità
la storia
«È sempre crescente la richiesta di sicurezza dai cittadini, specie in presenza di comportamenti che minano la tranquillità del vivere quotidiano. La percezione di questo disagio induce sempre più i carabinieri a compiere ogni sforzo possibile per contenere, fermamente, il fenomeno». Così Mauro Mazzoni, referente lucchese dei Monarchici. Che per spiegare il ruolo dei carabinieri a Lucca ne traccia la storia.
«Era il 13 luglio 1814 - spiega - quando a Torino, il Re di Sardegna, Vittorio Emanuele I di Savoia, istituì il corpo dei carabinieri reali, militari scelti dalle file dell’armata sarda, per essere assegnati alle stazioni, nuovi presidi su tutto il territorio per tutelare le comunità e propiziare il bene collettivo. Il loro primo generale è Giuseppe Thaon di Revel; il nome di Carabinieri deriva dall’arma che avevano in dotazione, la carabina. I carabinieri dal 16 gennaio 1860 sono a Lucca, già nell’attuale caserma in Cortile degli Svizzeri, e con il presidio del territorio affidato a 24 stazioni territoriali. Dopo il 2 giugno 1946, con il referendum, la Repubblica sostituì la monarchia. Così i reali carabinieri divennero carabinieri.
Nella ricostruzione operata dal colonnello Giuseppe Arcidiacono per i 205 anni dell’Arma, spiega Mazzoni, veniva riportato: «Mi rivolgo a voi carabinieri di ogni ordine grado e specialità, che in questo Cortile, sede storica dell’Arma, rappresentate i colleghi che servono con dedizione la comunità. Siete baluardi di legalità; a voi giunga il mio orgoglio, la mia fierezza di comandante». E, proseguendo, Arcidiacono definiva la celebrazione del 205° Annuale di Fondazione della Benemerita Istituzione, «un appuntamento che è uno straordinario momento di lettura della nostra storia e delle nostre tradizioni, pagine che ci vedono pienamente partecipi dello sviluppo del Paese e che alimentano e sostengono il nostro impegno solenne, come da giuramento prestato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni».
«Le stazioni dei carabinieri con i loro comandanti rappresentano l’essenza della nostra Istituzione, lavorano nell’ombra, in silenzio, con naturale modestia e preparano, anche con l’esempio, interegenerazioni di carabinieri. Su tutto e su tutti è la certezza della inalterabilità del nostro smalto: lo smalto della lealtà allo Stato e alle sue libere e democratiche Istituzioni». Le stazioni dei carabinieri, è Mazzoni che parla, «sono da sempre il perno fondamentale del controllo del territorio, fonte di rassicurazione sociale per le comunità e da queste percepite come proprio patrimonio. Sul territorio provinciale l’Arma conta conta 41 presidi, di cui 33 stazioni territoriali, 7 stazioni di carabinieri forestali e un Nucleo Carabinieri per la Biodiversità, sostenuti da 3 aliquote di pronto intervento e di un nucleo investigativo dedicate: si conferma, ancora oggi caratteristica irrinunciabile per la civile e serena convivenza e per la legalità». Mazzoni ringrazia quanti lo hanno coadiuvato in questa ricostruzione. —
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