Il Tirreno

Lucca

confartigianato 

«L’ex chiesa del Carmine ai filippini? Un duro colpo per l’dentità della città»

«L’ex chiesa del Carmine ai filippini? Un duro colpo per l’dentità della città»

L’associazione polemizza dopo la notizia sull’interesse della Iglesia ni Cristo di acquistare l’edificio per le funzioni religiose

2 MINUTI DI LETTURA





lucca. «Affidare il Mercato del Carmine, naturalmente con tutte le garanzie che un contratto prevede, ad una comunità religiosa filippina, ci ha letteralmente disorientati». Così Confartigianato interviene dopo la notizia data dal Tirreno – e poi anche confermata da Fernando Junior Roman, ministro del vangelo della Iglesia ni Cristo – circa l’interesse della sua congregazione (formata da circa 250 persone tra adulti e bambini) per la chiesa del mercato del Carmine. Da qui la polemica sollevata da Confartigianato che riterrebbe l’acquisto del Carmine, da parte della comunità filippina, un duro colpo all’identità della città.

«Vogliamo sperare – prosegue Confartigianato –, e lo speriamo per tutti i cittadini lucchesi, che questa dichiarazione da parte dell’amministrazione lucchese sia solo una minaccia per quietare tutti i figli di questa città che ambiscono a non far diventare il centro storico una conchiglia vuota priva del mollusco che l’ha generata».

«Dobbiamo però arrenderci e ammettere che la nostra ragionevole lotta, vanificata da questa amministrazione, probabilmente debba chiudersi qui – prosegue la nota dell’associazione di categoria –. Ci è stato fatto capire che è molto meglio che il Comune non si muova assolutamente e che il Carmine, nonostante la spesa di alcuni milioni di euro, torni nell’oblio per evitare ulteriori irreversibili “danni”». «Ci è stato dimostrato che le opzioni nelle loro mani, avendo realizzato un bando di gara per l’affidamento andato più che deserto, siano molteplici – sottolinea Confartigianato – una comunità di una qualsiasi confessione religiosa che può, dietro l’esborso di denaro, impossessarsi dell’ex Chiesa del Carmine. L’impatto, a livello identitario di Lucca, sarebbe indescrivibile e irreparabile. Qui stiamo parlando di un gigantesco complesso che da quasi cento anni ha perso la sua identità religiosa, essendo stata trasformata in mercato intorno agli anni trenta, per diventare il luogo storico e centrale del commercio dei prodotti lucchesi». «Il Carmine – afferma Confartigianato –, questo gigante che sembra incutere tanta paura: ma siamo sicuri che l’unico pensiero sia quello di sbolognarlo prima possibile? » . «Immaginate – conclude la nota – cosa potrebbe realizzarsi tutto intorno alla zona del Carmine dove una comunità di un altro Paese porti un’importante testimonianza di fede. Probabilmente ci sarebbe un avvicinamento di molte persone della stessa nazionalità che potrebbe creare un’importante e significativa collettività all’interno del centro storico disgregando la secolare tradizione locale. Ma ad alcuni non importa. Tanto è l’affetto per la propria città». –

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web