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L’ironia come replica «Siete delle pazze»
Ortolani, autore di “Cinzia”, ribatte con una battuta su Fb alle polemiche lucchesi, ed evita ulteriori commenti
LUCCA. La sintesi è un dono dei grandi autori e, anche se molti non considerano il fumetto un “vero” genere letterario, indubbiamente Leo Ortolani è un grande autore. E il cancan scatenato a Lucca attorno alla sua ultima creazione il fumettista parmense lo liquida ironicamente con tre parole sul suo profilo Facebook: «Siete delle pazze». Per il resto, anche interpellato, evita di intervenire nella polemica che, suo malgrado, lo ha visto protagonista negli ultimi giorni. Polemica apertasi nella commissione consiliare dedicata alla prossima edizione di Lucca Comics, e dove, dall’opposizione, è stata contestata la scelta di mettere in scena uno spettacolo teatrale basato sulla graphic novel “Cinzia”, l’opera di Ortolani dove la protagonista è una transessuale. Un progetto che i consiglieri del centrodestra ritengono pericolosamente troppo vicino alla teoria gender. Da parte sua l’autore evita proprio di fare commenti sul dibattito, scegliendo di ignorarlo e di non dare eco a certe posizioni. Ma ormai la polemica è partita, e, paradossalmente, sta diventando un boomerang per chi l’ha innescata, avendo fatto conoscere a un pubblico molto più vasto lo spettacolo che sarà allestito al Giglio. Insomma, è diventata pubblicità.
Fu proprio al Lucca Comics (edizione 2018) che Ortolani, probabilmente il più importante autore di fumetti nel panorama italiano contemporaneo, presentò in anteprima “Cinzia”. Uno spin off, come si dice oggi, del fumetto che lo aveva reso famoso, Rat Man. In quell’occasione, nella chiesa di San Giovanni, Ortolani aveva parlato delle preoccupazioni che avevano accompagnato la realizzazione dell’opera, e legate alle reazioni che avrebbe potuto suscitare. A preoccuparlo però era l’impatto del racconto all’interno del mondo Lgbt, il timore che potesse essere considerato in qualche modo offensivo. Un timore, quello, rivelatosi infondato (anzi). La sollevazione c’è poi stata, ma da tutt’altro ambiente.
In difesa di Ortolani si registra oggi l’intervento dei consiglieri di maggioranza Silvia Del Greco e Daniele Bianucci, che parlano di polemica sterile da parte del consigliere Minniti: «La cosa che riteniamo più presuntuosa e inopportuna è la critica per la scelta di un libro che presumiamo che Minniti non abbia letto. Non si dettano linee di indirizzo allo staff artistico di un festival, né tantomeno agli autori di un media creativo come il fumetto. Lucca è una città aperta a ogni forma artistica, e non sarà certo un partito politico a mettere paletti o censure a un artista conosciuto nel mondo per la sua indubbia capacità». —
L.S.
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