Il presidio
Giro di prostituzione arrestata una coppia
I due agivano a Montecatini dove si erano trasferiti da Lucca Alle ragazze dicevano che così avrebbero trovato marito
montecatini. Erano convinte che così facendo avrebbero trovato marito. Dando dimostrazione di quanto fossero brave nelle arti amatorie. «Perché in Italia funziona così» avevano fatto loro intendere. E loro, tanto giovani quanto ingenue, e, soprattutto, con il sogno di farsi una nuova vita che non fosse lo sfruttamento all’interno di uno dei tanti laboratori lager gestiti da qualche loro connazionale, ci avevano voluto credere disperatamente. Offrendo il loro corpo agli uomini che si presentavano nell’appartamento in cui la loro “benefattrice” le ospitava: a volte 15, anche 20 al giorno, tutti lì per la “prova d’amore”, dalle dieci del mattino all’una di notte.
È con l’accusa di sfruttamento, favoreggiamento e agevolazione della prostituzione che nella serata di venerdì scorso sono finiti in manette marito e moglie. Arrestati dagli investigatori della squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Montecatini al culmine dell’operazione “Fiore di loto”. A finire in carcere, un 66enne italiano originario di Pisa, con precedenti specifici, e la moglie cinese di 47 anni: Florindo Turelli e Zhang Whang. Un 49enne cinese, irreperibile, è stato invece denunciato a piede libero: è il formale affittuario di uno dei due appartamenti in cui la coppia aveva messo in piedi l’ attività.
Al momento del blitz dei poliziotti, diretti dal vicequestore Mara Ferasin, era presente una sola ragazza cinese: 20 anni, clandestina, non una sola parola d’italiano, era arrivata da Milano nella speranza, come ha poi raccontato agli investigatori, di trovare marito; ora è stata inserita in un programma di protezione.
Lì al piano terra di una palazzina di via Sardegna, marito e moglie si erano trasferiti ad inizio aprile, dopo aver lasciato Lucca. Due appartamenti, come accennato: in uno abitavano loro, nell’altro (una camera da letto e una seconda ricavata con un separè nella cucina-soggiorno) ospitavano le giovani ragazze cinesi che poi “mettevano in vendita” sui più comuni siti web di incontri. Anche la 47enne maitresse, quando il numero di clienti era particolarmente elevato, si metteva a loro disposizione. Giovani e di una certa età, i clienti arrivavano non solo dalla provincia di Pistoia, ma anche dal Pisano e dal Bolognese. Tanti gli autisti di pullman turistici, sia italiani che stranieri, quasi tutti sposati. Da tutti, comunque, la 47enne cinese riscuoteva e intascava dai 50 agli 80 euro a prestazione. Alle ragazze andavano solo le eventuali mance lasciate loro dai clienti in segno di apprezzamento delle qualità dimostrate. —
Massimo Donati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
