Il presidio
«Cosa c’è di sbagliato nelle battaglie contro le discriminazioni?»
LUCCA. «Cosa può esserci di sbagliato nell’impegno contro le discriminazioni?»: così Pd, Lucca Civica e Sinistra con Tambellini ribattono ai consiglieri di Forza Italia Marco Martinelli e Simona Testaferrata, che hanno attaccato l’amministrazione per aver aderito alla rete Ready contro le discriminazioni.
Lo fanno con quella domanda, rivolta «a quella parte dell’opposizione che non ha mancato l’occasione di attaccare l’amministrazione comunale, anche di fronte a un provvedimento che ha l’unico obiettivo di sostenere i nostri concittadini che vivono sulla propria pelle episodi di emarginazione e disparità: nell’ambiente di lavoro, come in altri aspetti della loro esistenza. Dispiace che a lanciare l’ennesima invettiva, stavolta, sia proprio quella parte dell’opposizione che, almeno sulla carta, vorrebbe presentarsi come più moderata e liberale. Notiamo come l’intera minoranza si sta appiattendo sulle posizioni estremiste e intransigenti, portate avanti in consiglio dagli esponenti della Lega e di Casapound: che, nei contenuti e nei modi, ormai su tutto dettano l’agenda dell’opposizione. Può darsi che, di fronte all’aria che tira a livello nazionale, più che a un interessamento reale alle difficoltà delle persone, da parte dei consiglieri ci sia solo la preoccupazione spasmodica di assicurarsi un ricollocamento politico più vantaggioso, in vista degli ormai prossimi appuntamenti elettorali? Noi, tutto questo, lo troviamo davvero svilente».
«Da parte di Martinelli e Testaferrata arriva un attacco ideologico ed estremista – continua la nota – la rete Ready è niente più (ed è già molto, a dire il vero) che un network di impegno condiviso, che si preoccupa di porre in essere progetti e iniziative, per sostenere le persone vittime di discriminazioni a causa del proprio orientamento sessuale e identità di genere. Nel 2018, nel nostro Paese, sono stati circa 400 i ragazzi e le ragazze dai 12 ai 25 anni, che hanno subito violenze dalla famiglia che ha scoperto la loro omosessualità. In soli 5 mesi la stampa nazionale ha censito 119 storie di omotransfobia, con addirittura 4 omicidi riconducibili al movente omotransfobico. Nel mondo, sono oltre 70 gli Stati che puniscono l’orientamento sessuale con arresti, lunghe detenzioni e in alcuni casi con la pena capitale. Quando i consiglieri di Forza Italia sostengono che interventi mirati su questo tema sono inutili, purtroppo trovano ancora oggi, come risposta, dati allarmanti e inequivocabili. Dispiace che a Martinelli e Testaferrata le sofferenze di tanti loro concittadini, e delle loro famiglie, non interessino affatto». —
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