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Morto il novantenne caduto nella scarpata
Apparentemente uscito quasi incolume e cosciente dall’incidente, aveva in realtà riportato traumi rivelatesi poi letali
CASTELNUOVO. Non ce l’ha fatta Amedeo Franchini, il novantenne di Colle di Castelnuovo che sabato sera era caduto in una scarpata, non lontano da casa sua, e trovato solo la mattina dopo una notte di ricerche. Un esito infausto inimmaginabile dopo il primo soccorso: l’uomo, infatti, nonostante un volo di circa 20 metri presentava solo alcune escoriazioni. Ma soprattutto era ancora cosciente. Era stato lui stesso a raccontare ai suoi soccorritori quanto era successo, di essere scivolato lungo quella scarpata da solo (al punto che il magistrato di turno non ha disposto l’apertura di un’indagine sull’accaduto). Purtroppo, però, l’uomo aveva evidentemente riportato gravi lesioni interne, emerse solo dopo il suo ricovero all’ospedale di Lucca. Traumi che si sono rivelati letali, nonostante le cure.
L’uomo, che viveva con il figlio nella frazione di Castelnuovo, era uscito di casa sabato sera, senza però fare ritorno. Preoccupati i familiari hanno avvertito le autorità e sono iniziate le ricerche. Solo il giorno dopo l’uomo è stato ritrovato, non lontano da casa sua, in mezzo alla vegetazione in fondo a una scarpata. Per prestargli le prime cure e trasportarlo in ospedale sono dovuti intervenire gli uomini della squadra Sast di Lucca e l’elisoccorso Pegaso 3. Non senza fatica il personale del soccorso alpino è riuscito a farsi largo tra la vegetazione e a raggiungere l’uomo, che apparentemente, nonostante la caduta e le ore trascorse in attesa di essere aiutato, sembrava in discrete condizioni. Per portarlo via la barella che è stata fatta salire con il verricello sull’elicottero, che si è diretto a Lucca, dove l’uomo è stato ricoverato al San Luca. Tutto sembrava finito lì, dopo ore di angoscia. Invece il destino aveva in serbo una terribile sorpresa.
Una vicenda destinata anche ad avere uno strascico, visto che una volta scattato l’allarme per scomparsa dell’uomo, non sarebbe stato rispettato il protocollo sottoscritto in prefettura e che prevede il coinvolgimento dei vigili del fuoco nelle ricerche. È quanto sostiene Nicola Todaro, segretario provinciale del sindacato dei vigili del fuoco Conapo, il quale annuncia l’intenzione di rivolgersi alla prefettura per chiarire la situazione. «Abbiamo saputo dell’accaduto solo domenica, quando ci hanno chiamato per allestire in sicurezza l’atterraggio di Pegaso sugli spalti di Lucca – spiega Todaro – nessuno aveva provveduto ad avvisarci la sera prima, al momento dell’allarme per la scomparsa dell’anziano. Questo nonostante ci sia una anche nostra caserma a Castelnuovo, con personale specializzato. Avremmo potuto intervenire con più uomini e più mezzi e soccorrere prima l’uomo. In questo modo si è messa a repentaglio la vita di una persona (al momento delle dichiarazioni ancora non si sapeva del suo decesso ndr). E non è la prima volta che accade, già un paio di anni fa successe lo stesso nel caso di un disperso a Camporgiano. Tutto ciò è gravissimo». —
L.S.
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