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Innescata dalle vicende Kme ormai è guerra interna nel Pd
L’assessore regionale al senatore: «Le candidature non si decidono con diktat di esponenti del partito che, seppur di altissimo livello, non ne sono proprietari»
GALLICANO. Il clima non è proprio sereno all’interno del Pd e, in particolare, tra i due esponenti di punta del partito in Valle: l’assessore regionale Marco Remaschi e il senatore Andrea Marcucci. Motivo del contendere il caso Kme.
In poche righe (riferendosi a un incontro pubblico a Gallicano, e in particolare all’intervento dell’assessore regionale Federica Fratoni) Marcucci – schierato sul fronte del no al pirogassificatore – aveva dato una sorta di aut aut “della Valle” ai vertici regionali del suo stesso partito: «È chiaro che il Pd da queste parti sceglierà i propri candidati alle regionali anche sulla base delle posizioni assunte in questi mesi sul progetto Kme. Mi auguro che anche l’assessore Remaschi ne voglia tener conto».
Nella sua lunga replica Remaschi smentisce la ricostruzione di Marcucci: «Dalle sue parole appare una ricostruzione assai lontana dai fatti reali, a cui le oltre 200 persone presenti hanno assistito durante l’iniziativa sul lavoro organizzata dal Pd di Gallicano, ma d’altronde non è facile commentare eventi ai quali non si era presenti. La serata è stata un momento importante per parlare delle questioni lavoro e occupazione nella Valle del Serchio, e su questi temi molti sono stati gli elementi portati al tavolo dai partecipanti alla tavola rotonda e che hanno toccato diversi punti».
«Ovviamente – riprende Remaschi – si è anche affrontato, come era doveroso, il tema Kme: uno degli stabilimenti più importanti della valle che sta attraversando una fase di passaggio important, e coinvolgendo quotidianamente i quasi 600 dipendenti, per di più con scadenze a breve termine sugli ammortizzatori sociali. Ma se volessimo riassumere la discussione su Kme, sicuramente il tema centrale non è stato affatto il pirogassificatore su cui ben poco ci si è soffermati, ma bensì si dovrebbe citare come dato rilevante la condivisione, se pur con sfumature diverse, rispetto alla prospettiva per il futuro dello stabilimento di Fornaci a tra azienda e rappresentanti dei lavoratori. Entrambe hanno infatti affermato la necessità di riattivare un percorso virtuoso tra ricerca, innovazione di mercato e investimenti produttivi per l’ammodernamento dell’azienda per renderla competitiva su un mercato globale, peraltro con un preciso impegno preso dell’Ad Pinassi a portare avanti il piano di investimenti previsto nell’accordo siglato al ministero dello Sviluppo Economico alcuni mesi fa».
Poi il “succo”, la questione candidature: «Credo sia un dato positivo, come è stato positivo aver creato un’occasione per poter parlare in modo sereno di questioni importanti che stanno alla base dell’esistenza stessa del Pd, così come fondamentali per la vita del partito sono i processi per l’individuazione dei programmi e dei candidati alle competizioni elettorali, che nascono dalla discussione nelle assemblee e negli organi direttivi, non in seguito a diktat a mezzo stampa di esponenti del partito che, seppur di altissimo livello, non ne possono vantare la proprietà che è e rimane degli iscritti e dei loro rappresentanti democraticamente eletti». —
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