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Umanizzazione delle cure: il San Luca primeggia
Nell’indagine Agenas l’ospedale lucchese è in cima alla graduatoria regionale Le valutazioni effettuate da commissioni miste cittadini-operatori sanitari
Lucca. Ospedale San Luca, come è umano lei. La parafrasi fantozziana è un omaggio al monoblocco di San Filippo. Spesso bistrattato e al centro delle polemiche per i suoi tanti problemi, il presidio di Lucca stavolta sale alla ribalta delle cronache per merito anziché per demerito. Il San Luca è secondo tra gli ospedali della Toscana per l’umanizzazione delle cure ospedaliere. Lo si evince da un'indagine Agenas realizzata a livello nazionale con commissioni "miste": oltre 800 professionisti e operatori sanitari, più di 700 cittadini appartenenti a circa 300 associazioni di tutela e volontariato, sono stati i protagonisti della valutazione che ha coinvolto 417 strutture. I dati sono stati elaborati a fine 2018, ma i risultati raggiunti dai singoli ospedali non erano ancora stati resi noti dalla Regione Toscana.
Ebbene il San Luca si aggiudica un punteggio complessivo di 8,9 ed è secondo dietro l’ospedale dell’Alta Val d’Elsa con 9,3, ma davanti a strutture grandi e spesso assai più celebrate quali Cisanello, Careggi o il Meyer. «Ma cosa misura lo studio dell’Agenas?», questa la domanda che ogni lettore si starà facendo scorrendo la classifica. La risposta è semplice: l’indagine punta a misurare la capacità di ciascun ospedale di accogliere i pazienti; di interfacciarsi con loro in un momento di particolare fragilità fisica e psicologica; di fornire loro le risposte che cercano in un linguaggio comprensibile; di trattarli con rispetto e competenza. In pratica misura la capacità di accompagnarli con umanità lungo un percorso di cure ospedaliere. La check list “dell’umanizzazione” è articolata in 142 item suddivisi in 4 aree: area 1 “Processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto ed alla specificità della persona”; area 2 “Accessibilità fisica, vivibilità e comfort dei luoghi di cura”; "Accesso alle informazioni, semplificazione e trasparenza"; area 4, "Cura della relazione con il paziente/cittadino". Su ciascuna di queste voci sono stati sentiti pazienti e valutati moduli operativi. Un’organizzazione sanitaria, dunque, non si misura solo con l’efficienza economica, con la disponibilità di innovazioni assistenziali, tecnologiche e terapeutiche, ma anche con la capacità di accogliere i pazienti nella loro interezza. Ebbene il San Luca è secondo in Toscana. Gran parte del merito per il risultato raggiunto, oltre che ai moduli organizzativi utilizzati, va probabilmente riconosciuto al personale che si pone con passione, competenza e rispetto al servizio del cittadino. La presenza nelle commissioni di rappresentanti delle associazioni di volontariato e tutela è una garanzia in più per l'attendibilità dei risultati e un esempio di metodo partecipato.
Non finisce qui: oltre alle quattro aree di indagine di cui abbiamo parlato ce n’è una quinta, specifica e separata dal resto: verte sulla sicurezza delle cure e del paziente. Ebbene il San Luca in questa graduatoria ha ottenuto il massimo dei voti – ovvero un bel 10 – a pari merito con l’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima, il Lotti di Pontedera e l’ospedale San Jacopo di Pistoia.
A seguito dell'indagine sono stati predisposti in tutti gli ospedali anche dei particolareggiati piani di miglioramento, per risolvere le eventuali criticità evidenziate dalle commissioni. Al San Luca, ad esempio, sono stati realizzati dei parcheggi per le donne incinta. —
G.P.
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